La segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, ha interpretato il risultato del recente referendum come un momento spartiacque nella politica italiana. Intervenendo durante la direzione del partito presso la sede del Nazareno a Roma, la leader dem ha evidenziato come dall'Italia stia partendo un'inversione di tendenza nella battaglia contro le forze nazionaliste europee, affermando che il voto ha visto una mobilitazione trasversale della società civile.
Secondo Schlein, uno degli elementi più significativi della consultazione referendaria risiede nel comportamento dei votanti di orientamento conservatore. La segretaria ha sottolineato che il numero di elettori tradizionalmente legati alla destra che hanno scelto il «No» è risultato superiore a coloro che hanno votato il «Sì», segnalando una frattura interna all'elettorato di centrodestra su questioni costituzionali fondamentali.
La mobilitazione popolare registrata in occasione del referendum è stata paragonata da Schlein a quella storica del 1994 sul referendum per l'acqua pubblica, uno dei momenti di massima partecipazione civile della storia italiana recente. La segretaria ha parlato di un vero e proprio «patto generazionale» nato attorno alla difesa della Costituzione, indicando come la battaglia sia andata oltre le tradizionali fratture politiche.
Le dichiarazioni della Schlein rimarcano il tentativo del Partito Democratico di trasformare il risultato referendario in una narrazione più ampia, dove l'Italia assume un ruolo di apripista nella resistenza ai movimenti nazionalisti che caratterizzano la politica europea contemporanea. La segretaria colloca quindi l'esito del voto entro uno schema geopolitico più generale, identificando nella mobilitazione italiana un modello potenzialmente replicabile a livello continentale.