Un nuovo appello disperato arriva dai social di Chiara Balistreri, la giovane bolognese che lo scorso novembre aveva acceso i riflettori sulle violenze subite da parte dell'ex compagno Gabriel Costantin, 24enne romeno, attraverso una denuncia pubblica su TikTok. La ragazza, che ha partecipato al reality show L'Isola dei Famosi, ha appreso telefonicamente dalla polizia di Bologna che il suo ex tornerà a casa entro due giorni con un braccialetto elettronico di monitoraggio.

La decisione della Corte d'Appello rappresenta per Balistreri l'ennesima delusione del sistema giudiziario. In un video diffuso su Instagram, visibilmente provata, la 23enne ha criticato aspramente l'esito del procedimento d'appello, che ha ridotto la condanna iniziale di sei anni e tre mesi a una pena inferiore di quattro mesi. A questo si aggiunge un secondo procedimento concluso lo scorso gennaio con una condanna ad un anno per stalking, emessa in forma abbreviata.

Nelle sue dichiarazioni, Balistreri ha messo in evidenza il curriculum di violenze dell'ex detenuto. Secondo quanto riferito, Gabriel ha già violato in passato le restrizioni domiciliari fuggendo, ha partecipato a una rissa significativa in carcere ed è stato protagonista di episodi di aggressività contro altri detenuti. Particolarmente grave, ha sottolineato, il fatto che avrebbe fratturato la mascella al suo compagno di cella pochi mesi prima della decisione di rilasciarlo.

"Questo è uno Stato che non ci tutela", ha affermato Balistreri con tono amaro, evidenziando come tre donne della magistratura abbiano sottoscritto la decisione di concedere una "seconda possibilità" al suo ex. La giovane ha rimarcato l'iniquità del sistema, sottolineando come lei stessa avrebbe dovuto scontare integralmente qualsiasi condanna, mentre per gli autori di violenze sembrano prevalere logiche di clemenza.

Chiara ha concluso il suo sfogo affermando di sentirsi privata della giustizia, persino di quel minimo riconoscimento che il procedimento penale le aveva inizialmente garantito. Il suo messaggio evidenzia la frustrazione di una vittima di violenza domestica nel confrontarsi con un apparato giudiziario che, a suo avviso, non fornisce adeguata protezione alle donne esposte a rischi concreti.