Diego Dominguez non ha dubbi: il rugby italiano sta vivendo un momento storico e il prossimo capitolo sarà la conquista del Sei Nazioni. La leggenda azzurra ha visitato lo stadio Olimpico di Roma il 9 marzo 2026 per assistere alla sfida che ha cambiato il corso della nazionale, e non ha resistito dal lanciare una sfida all'ex campione inglese Jonny Wilkinson: «Lo sapete che oggi le prendete dall'Italia?». Un presagio che si è rivelato profetico.

Dominguez, mezzala protagonista dei momenti più gloriosi del rugby italiano durante gli anni '90, è stato contattato dall'allenatore Gonzalo per un compito di grande valore simbolico: consegnare le maglie alla squadra la sera prima della partita decisiva. «Mi hanno chiamato quando ero a Milano - ha raccontato - mi è stato chiesto di andare a consegnare le divise. Potete immaginare la pressione. Ho preso il treno alle 7.20 da Termini, alle 7.30 ero in hotel con la squadra. È stato un privilegio assoluto».

Durant l'incontro con i giocatori, Dominguez ha scelto di non scendere nei dettagli tecnici. Ha preferito invece concentrarsi sugli aspetti psicologici e motivazionali che caratterizzano lo sport del rugby: «Non ho parlato di schemi o movimenti. Ho spiegato ai ragazzi quali sono le vere risorse che questo sport ci insegna per vincere: la motivazione e il modo di trovarla dentro sé stessi». Una lezione che la squadra ha imparato bene, visto il risultato finale contro gli inglesi.

Per Dominguez, la vittoria sulla Terra di Senna rappresenta il culmine di un percorso iniziato ben prima. «È una continuità con il passato - spiega - che ci dice una cosa semplice ma fondamentale: potremmo vincere il Sei Nazioni». E quando? «Prima di quanto pensiamo», assicura l'ex diez, leggendo nelle capacità di questa generazione di atleti di competere per ottanta minuti contro avversari di altissimo livello senza mai mollare.

Dominguez ha notato anche le prestazioni individuali che hanno fatto la differenza, in particolare quella di Paolo Garbini: «Ha giocato una bellissima partita e sta crescendo tantissimo. E quel placcaggio di salvataggio nel momento cruciale? Eccezionale, vale quanto una meta». La coalizione tra una guida tecnica che cura la dimensione mentale dei giocatori, una squadra compatta e giocatori in crescita costante, forma secondo la leggenda azzurra il terzetto vincente per il futuro prossimo del rugby italiano.