Mentre il mondo affronta crisi geopolitiche di portata storica, il movimento MAGA negli Stati Uniti ha individuato quello che ritiene il nemico prioritario: i cosiddetti furry, ovvero persone attratte dalla cultura degli animali antropomorfi. In Texas, il fronte conservatore ha depositato in aula il "Furries Act", una proposta legislativa costruita interamente su una voce priva di fondamento: la tesi che le scuole pubbliche starebbero installando lettiere nei servizi igienici per agevolare alunni che si "identificano" come bestie.
Per inquadrare correttamente la questione, occorre chiarire chi siano effettivamente i furry. Si tratta semplicemente di appassionati di creature fantastiche e immaginarie presenti in videogiochi, fumetti e animazioni. È una comunità che esiste da decenni, dedita a creare artwork, scrivere narrativa o indossare costumi sofisticati durante convention e raduni pubblici. Nessuno di loro sostiene di essere biologicamente una creatura non umana, e ancor meno rivendica l'uso di strutture sanitarie dedicate. Eppure, la narrazione conservatrice americana li ha trasformati in bersaglio polemico, probabilmente ispirata dalle immagini di manifestanti in abiti da volpe e lupo che hanno protestato contro gli agenti dell'ICE in Minnesota settimane addietro.
La contrapposizione tra i fautori della legge e l'opposizione è avvenuta in aula tra il senatore repubblicano Stan Gerdes, primo sostenitore della norma, e James Talarico, un parlamentare democratico con una storia di insegnante. Talarico ha sfidato direttamente Gerdes: "Potrebbe citarmi un singolo distretto scolastico texano dove questa pratica sia effettivamente avvenuta? Uno solo". Dinanzi al mutismo del collega, che ha cercato di giustificarsi affermando di aver letto cose online, Talarico ha concluso senza reticenze: "Stiamo consumando energie su una legge denominata 'The Furries Act' che è, francamente, demenziale e inquietante".
Benché il dibattito sembri focalizzato su un comportamento inesistente, Talarico ha evidenziato il vero movente sottostante. Secondo l'esponente dem, il governatore Greg Abbott avrebbe sfruttato questa bufala per danneggiare la reputazione della scuola pubblica, utilizzando l'occasione per promuovere il proprio programma di voucher educativi. Questo sistema permetterebbe di trasferire risorse pubbliche verso istituti privati, accrescendone gli introiti a fronte di una riduzione dei finanziamenti alle strutture statali. La mossa rappresenta, pertanto, uno stratagemma retorico funzionale a un disegno economico e politico più vasto, dove la fantasia sostituisce il dibattito factuale su temi cruciali della gestione scolastica.