L'avvocata Enza Forte, del foro di Ragusa, non ha intenzione di alzare bandiera bianca. Con determinazione continua a combattere una battaglia legale che definisce costellata di irregolarità contro Parmalat, per conto di due suoi clienti che hanno avuto un'esperienza traumatica con un prodotto della linea Zymil. Durante l'estate del 2025, Laura Allegria ha aperto una bottiglia di latte mentre si trovava con suo figlio Filippo. Mentre beveva, ha sentito qualcosa di duro in bocca: era un frammento di vetro. Il ragazzo, incuriosito, ha svuotato completamente il contenitore della bottiglia scoprendo altri due pezzi di vetro all'interno. Una situazione che sarebbe potuta finire tragicamente. I due si sono rivolti legalmente alla professionista che ha prontamente presentato una denuncia alla Procura di Ragusa durante lo stesso anno.

Da quel momento, però, il fascicolo sembra essere precipitato in un buco nero giudiziario. Nonostante numerosi tentativi formali di ottenere informazioni, la legale non è riuscita a ricevere aggiornamenti significativi sullo stato del procedimento. Solo dopo lunghe pressioni, a settembre 2025, le è stato comunicato che il caso era stato trasferito verso la Procura di Parma. "Ho l'impressione netta che si voglia concludere questa questione in fretta, senza la serietà che richiederebbe", dichiara Forte, sottolineando come solo il caso abbia evitato una tragedia.

La situazione si è ulteriormente complicata con il passare dei mesi. A febbraio 2026, il Tribunale di Ragusa ha informato l'avvocata che il fascicolo originale era presso la Procura parmense e che non poteva fornirgliene copia. Per oltre cinque mesi, la professionista è rimasta al buio, incapace di consultare il decreto di trasferimento, un documento essenziale per condurre una difesa adeguata. "In un'epoca di completa digitalizzazione, è paradossale che un intero fascicolo possa scomparire così facilmente", commenta Forte, descrivendo la sua ricerca come un inseguimento di un "documento fantasma".

Un altro elemento che la legale mette in discussione riguarda la stessa ragione del trasferimento. Il procedimento, secondo Forte, avrebbe dovuto rimanere presso la Procura ragusana poiché i fatti si sono verificati nel comune di Vittoria, in provincia di Ragusa, ricadendo chiaramente sotto la competenza territoriale di quella sede. Il trasferimento in Emilia Romagna appare quindi ingiustificato e solleva ulteriori perplessità sulla gestione del caso.

Alla base di queste anomalie procedurali, c'è anche una richiesta di archiviazione che Forte contesta fermamente. La legale ha già evidenziato tre malfunzionamenti nel trattamento del procedimento e continua a raccogliere elementi per contestare quella che ritiene essere una chiusura frettolosa di un'inchiesta che meriterebbe ben altra attenzione. Per i suoi assistiti, determinati a ottenere giustizia, la battaglia è appena iniziata.