Nicoletta Romanazzi, 58 anni, è una delle mental coach più richieste d'Italia. Il suo studio vanta clienti di spicco nel mondo dello sport e dell'intrattenimento: dal portiere della nazionale Gigio Donnarumma al rapper Fedez, passando per il velocista Marcell Jacobs e il pilota Moto GP Luca Marini. In un'intervista al Corriere della Sera, ha spiegato come funziona il suo approccio e quali trasformazioni riesce a generare nei suoi assistiti attraverso il controllo della mente e la gestione emotiva.

Sul lavoro con Fedez in vista della partecipazione a Sanremo, Romanazzi ha sottolineato l'importanza della preparazione psicologica: «L'ho seguito anche per l'edizione più recente del Festival. È riuscito a vivere pienamente ogni momento e, come lui stesso ha dichiarato, è stata l'esperienza sanremese più consapevole della sua carriera. Ho apprezzato moltissimo il suo impegno e i progressi reali che ho potuto osservare». Con Donnarumma, invece, il focus è stato sulla gestione della pressione: poiché il portiere deve mantenere la massima concentrazione per novanta minuti, e ogni errore viene amplificato dai tifosi, Romanazzi lo ha aiutato a canalizzare l'attenzione e a non lasciarsi paralizzare dallo stress.

Un caso esemplare del metodo Romanazzi riguarda Luca Marini. Il pilota le confessò difficoltà nei sorpassi in pista, concentrandosi principalmente sull'ostacolo da superare, ovvero il rivale. La coach lo ha riorientato mentalmente: anziché focalizzarsi sul problema, doveva visualizzare gli spazi liberi davanti a sé. Dopo il primo tentativo in gara, Marini le telefonò entusiasta, riportando una percezione completamente diversa della tracciato.

Secondo Romanazzi, il nostro errore più comune è il modo in cui affrontiamo problemi e soluzioni. Prendiamo l'alimentazione: ripetersi costantemente «non devo mangiare» rafforza il divieto nella mente, aumentando il desiderio. È più efficace riformulare il pensiero in positivo: «voglio nutrirmi bene, voglio un corpo sano e forte». Questo cambio di prospettiva modifica completamente la relazione con l'obiettivo.

L'aspetto più profondo del suo insegnamento riguarda l'autoconsapevolezza: il vero nemico non è esterno, ma risiede dentro di noi. La voce critica interiore, se non riconosciuta e gestita, diventa distruttiva e può persino provocare lesioni ricorrenti negli atleti. Romanazzi sottolinea un collegamento fondamentale tra psiche e corpo: quando iniziamo ad ammalarci frequentemente, il nostro organismo sta inviando un messaggio di aiuto, un segnale che qualcosa nel nostro equilibrio emotivo e mentale richiede attenzione e intervento.