Un uomo di 58 anni residente all'Aquila ha ottenuto la piena assoluzione dalle accuse di abusi sessuali nei confronti delle sue due figlie minori, rispettivamente di 13 e 10 anni. La sentenza del Tribunale aquilano ha dichiarato che «il fatto non sussiste», mettendo fine a una vicenda giudiziaria che lo ha visto recluso per quarantacinque giorni in attesa del processo. L'episodio testimonia come situazioni familiari complesse possono generare dinamiche pericolose, specialmente quando minori sono coinvolti in conflitti tra adulti.
Tutto è iniziato nell'aprile del 2023, quando le due ragazzine si sono presentate a una visita pediatrica accompagnate dalla madre e hanno descritto episodi che definirono come «inappropriati». Secondo il loro racconto, il padre avrebbe compiuto palpeggiamenti durante i fine settimana in sua compagnia, sarebbe entrato in bagno mentre facevano la doccia e avrebbe avuto comportamenti sessualmente invadenti. Le deposizioni sono state ripetute anche dinanzi al giudice civile e durante l'incidente probatorio. Sulla base di queste accuse, l'uomo è stato arrestato e condotto in carcere.
Durante il processo con rito abbreviato, tuttavia, gli investigatori non hanno trovato alcun elemento a supporto delle testimonianze delle bambine. Le indagini hanno invece ricostruito un quadro familiare profondamente lacerato. La separazione tra i genitori risale a circa un decennio fa, ma il clima rimasto è sempre stato tossico: reciproche denunce, interventi dei servizi sociali e una costante conflittualità che non ha mai risparmiato le due figlie. Nel 2023, il padre aveva persino avviato un procedimento civile per ottenere l'affidamento delle ragazze, creando ulteriore tensione.
L'elemento risolutivo è emerso dalle indagini successive: l'analisi delle comunicazioni telefoniche e una perizia psicologica sulle minori hanno rivelato che a suggerire il racconto accusatorio sarebbe stata una zia delle ragazzine. In sostanza, le accuse sarebbero state costruite ad arte, all'interno di un contesto dominato da ostilità genitoriale. Il Tribunale ha concluso che le testimonianze delle due bambine non fossero originali ma influenzate da adulti che operavano alle spalle. Questo elemento ha definitivamente screditato l'accusa.
La vicenda sollevà interrogativi preoccupanti sulla vulnerabilità dei minori quando diventano terreno di scontro tra genitori in conflitto. Sebbene le accuse di abuso sessuale debbano sempre essere prese seriamente, questo caso dimostra l'importanza di un'investigazione accurata e della capacità degli inquirenti di distinguere tra genuini episodi di violenza e narrazioni costruite, spesso con buone intenzioni dichiarate ma con conseguenze devastanti per gli innocenti coinvolti.