Un giovane operaio di appena 24 anni è stato ucciso in un agguato sull'Aspromonte, nella zona di San Pietro di Caridà, nel reggino. Domenico Oppedisano stava percorrendo una strada di montagna lunedì mattina attorno alle 8 per dirigersi verso il cantiere dove lavorava, quando ignoti assalitori lo hanno raggiunto con fuoco di pistola. Colpito in zone vitali, il giovane ha tentato di accelerare ma ha perso il controllo del veicolo, che è precipitato in una scarpata. Portato d'urgenza in ospedale, non è sopravvissuto alle ferite riportate.
Domenico lascia una moglie sposata da soli dodici mesi e una figlia di pochi mesi di vita. A differenza di altri casi di violenza malavitosa, il ragazzo non aveva precedenti penali e non risultava legato ad ambienti criminali. Tuttavia, gli investigatori non escludono connessioni indirette attraverso familiari: suo padre Giuseppe, con il quale condivideva l'attività lavorativa nel settore del disboscamento, ha avuto in passato contenziosi con la giustizia.
L'attacco è avvenuto in una zona particolarmente isolata e non sono emersi finora testimoni diretti dell'episodio. Secondo le ricostruzioni, l'assassino o il gruppo di assalitori avrebbero affiancato l'auto della vittima e aperto il fuoco con un revolver senza dare al ragazzo alcuna possibilità di difesa. L'agguato sembra organizzato e mirato, caratteristiche che alimentano l'ipotesi investigativa di un regolamento di conti.
Gli inquirenti seguono principalmente la pista legata al controllo e allo sfruttamento delle risorse boschive della zona, un settore dove tensioni e conflitti tra operatori non sono rari in Calabria. Le indagini sono condotte dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, che sta acquisendo elementi per identificare autori e moventi di questo omicidio che scuote ancora una volta la provincia reggina.