Il ministro Adolfo Urso ha assicurato che il governo dispone di meccanismi più sofisticati rispetto al passato per contenere l'impennata dei costi energetici. Intervistato da La Stampa, il titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy ha evidenziato come la normativa introdotta nel 2023 abbia creato un quadro di vigilanza capillare sia sui distributori di carburante che su tutta la filiera del valore, comprendendo anche il settore agroalimentare. Questa struttura consentirebbe al governo di attivare tempestivamente la Guardia di Finanza e altri organismi di controllo qualora emergessero anomalie nei prezzi.

Secondo Urso, il comitato di allerta rapida è stato già convocato una settimana prima dell'intervista, e contemporaneamente è stata istituita una task force operativa in collaborazione con la Guardia di Finanza. Il ministro ha sottolineato che, a differenza della situazione di quattro anni fa, oggi esistono strumenti più efficaci per contrastare la speculazione e interrompere quella spirale inflattiva che aveva eroso il potere d'acquisto dei cittadini. Il governo promette dunque di intervenire nei prossimi giorni, definendo l'entità e le risorse destinate a mitigare gli eventuali effetti sui bilanci domestici e sulle aziende.

Tra gli strumenti a disposizione figura l'accisa mobile, un meccanismo che può essere attivato qualora i rincari superino le soglie fissate nella Nadef precedente. Questo sistema consentirebbe di utilizzare le entrate aggiuntive dell'Iva per ridurre l'accisa oppure per compensare direttamente consumatori e imprese colpiti dal caro energia. Urso ha inoltre lasciato la porta aperta a ulteriori misure, affermando che il governo è pronto a introdurre una tassazione sugli extraprofitti qualora si manifestassero evidenti fenomeni speculativi.

Su un fronte diverso, Urso ha affrontato il tema dell'export verso i Paesi del Golfo, dichiarando che l'esecutivo intende accelerare la sottoscrizione dell'accordo di libero scambio con gli Emirati Arabi Uniti e, se possibile, con il Consiglio di Cooperazione del Golfo. Il ministro ha già avanzato una richiesta formale alla Commissione europea, evidenziando l'urgenza di procedere senza ulteriori ritardi per tutelare gli interessi commerciali italiani nella regione.