I mercati petroliferi internazionali tremano e l'Italia sente il contraccolpo. Nel giro di soli dieci giorni, il prezzo del gasolio alla pompa ha registrato un aumento superiore al 14 percento, traducendosi in un aggravio concreto per chi fa il pieno: secondo le rilevazioni del Codacons, un'auto con serbatoio diesel costerà mediamente 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio. La situazione è scaturita dagli attacchi israeliani contro le infrastrutture petrolifere iraniane, che hanno innescato una vera e propria ondata di panico sugli exchange globali del petrolio.
A mettere i numeri sul tavolo è stata l'organizzazione dei consumatori Codacons, che ha condotto un'analisi comparativa tra i prezzi medi regionali comunicati dal Ministero dello sviluppo economico (Mimit) lunedì 9 marzo 2026 e quelli registrati il 27 febbraio precedente, prima dell'escalation geopolitica in Medio Oriente. I dati rivelano una dinamica di mercato particolarmente sensibile ai fattori geo-politici, con conseguenze dirette sui costi sostenuti dalle famiglie italiane.
La volatilità del mercato energetico mondiale continua a rappresentare un elemento di instabilità economica per consumatori e imprese, mentre gli automobilisti italiani si trovano costretti a fare i conti con una situazione che sfugge al controllo dei singoli Stati. Il fenomeno solleva interrogativi sulla necessità di strategie di contenimento dei prezzi e sulla transizione verso fonti di energia alternative.