Prosegue il capitolo giudiziario della vicenda che ha scosso San Siro negli ultimi mesi. La giudice per l'udienza preliminare Francesca Ballesi ha confermato la sentenza nei confronti di Mauro Russo, ex esponente della curva Nord dell'Inter e già coinvolto in precedenti affari nel mondo della moda insieme a volti noti dello sport italiano. Per lui è stato formalizzato un accordo di patteggiamento che prevede due anni di reclusione con la pena sospesa, chiudendo così il capitolo accusatorio relativo al suo operato dopo l'arresto avvenuto il 5 maggio 2025.
Russo era finito sotto il fuoco della Dda milanese - con la coordinazione dei magistrati Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti - per le accuse di aver fatto da intermediario in un'operazione di estorsione legata al parcheggio nei pressi dello stadio Giuseppe Meazza. Secondo le ipotesi degli investigatori, la pratica consisteva nel versare una sorta di protezione per evitare danneggiamenti ai veicoli. Di fronte al gip, l'imputato ha respinto fermamente le accuse: "Ero soltanto un consulente, nessuna attività criminale", ha dichiarato tramite il suo difensore Danilo Buongiorno.
Nella stessa seduta, il tribunale ha inflitto una pena più severa a Francesco Intagliata, condannato a sette anni di carcere, che si sommeranno a una precedente sentenza nel processo principale sulla vicenda delle curve. Davide Scarfone ha invece ottenuto due anni con sospensione della pena, mentre ulteriori condanne hanno riguardato Filippo Monardo (due anni e undici mesi), Carmelo Montalto (due anni e quattro mesi) e Domenico Sità (due anni e otto mesi).
L'inchiesta, coordinata da Squadra mobile e Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato alla luce un complesso sistema di infiltrazioni criminali nelle tifoserie milanesi, con episodi che includono prestiti usurari e tentativi di controllare società di merchandising. In questo contesto emerge il ruolo di Antonio Bellocco, esponente della 'ndrangheta poi ucciso nel settembre 2024 da Andrea Beretta, ormai ex leader della Nord e da mesi collaboratore della giustizia. Anche alcuni associati di Bellocco figurano tra i presunti responsabili delle pratiche criminali investigaste.