Una prestazione di rilievo quella della sciatrice trentina Chiara Mazzel, che ha dominato il SuperG femminile per atleti ipovedenti sulle piste dell'Olympia delle Tofane. Con un tempo di 1'14"84, la campionessa azzurra ha preceduto tutti i rivali, conquistando una medaglia d'oro che rappresenta un momento di grande gioia per lo sport italiano paralimpico. Dietro di lei si sono piazzate l'austriaca Veronika Aigner, staccata di 60 centesimi, e la slovacca Alexandra Rexova, a quasi 5 secondi di distanza.

Per l'Italia si tratta del secondo successo in queste Paralimpiadi invernali, dopo il trionfo di Emanuel Perathoner in gara domenicale. A livello storico, questo significa che il nostro Paese torna sul gradino più alto di questa specialità a distanza di due decenni, un'assenza che rende ancora più significativa la vittoria di Mazzel. La sciatrice aveva già fatto parlare di sé nella stessa manifestazione conquistando l'argento in discesa libera, confermando così il suo stato di forma eccellente.

Interrogata subito dopo il traguardo, Mazzel ha mostrato lucidità e consapevolezza del proprio percorso: "È stata una competizione positiva, anche se ho commesso qualche imprecisione nelle curve. Sono soddisfatta della mia performance complessiva, soprattutto nel finale dove ho trovato la concentrazione necessaria per accelerare e tagliare il traguardo con margine". Ha inoltre sottolineato come, nonostante alcuni momenti di difficoltà durante la mattinata - in particolare un malessere fisico - sia riuscita a superarli grazie alla determinazione e al supporto del suo team tecnico della Nazionale italiana e delle Fiamme Gialle.

Anche Nicola Cotti Cottini, la guida della sciatrice che l'accompagna durante le gare comunicando costantemente con lei senza contatti fisici, ha espresso orgoglio per l'accaduto: "Chiara si è dimostrata straordinaria. Sapevamo che aveva necessità di un riscatto dopo la sofferenza di stamattina, e lei ha risposto affrontando la pista con grande intensità e concentrazione".

Mazzel, nata nel 1996 a Cavalese in Trentino-Alto Adige, è rimasta ipovedente a causa di un glaucoma quando aveva diciotto anni. Nonostante questa condizione, ha sviluppato un talento puro nello sci agonistico, arricchendo il proprio curriculum con cinque medaglie ai Campionati mondiali, di cui tre ori. Oltre alla carriera sportiva, coltiva passioni artistiche e letterarie, dedicandosi a scrittura e pittura. Le sue due medaglie attuali alle Paralimpiadi di Milano-Cortina segnano un importante traguardo nella sua evoluzione agonistica.

La categoria in cui compete, denominata vision impaired, prevede che gli atleti con deficit visivo siano sempre accompagnati da una guida che comunica tramite voce durante l'intera gara, senza mai poterla toccare. Con questa vittoria, continua il periodo eccellente della pista di Cortina per l'atletica azzurra, che ha già visto brillare Federica Brignone con due ori e accoglie ora un nuovo campione nel palmarès paralimpico italiano.