Ben Stiller ha deciso di rispondere pubblicamente alla Casa Bianca per l'utilizzo non consensuale di una sequenza tratta dal suo film d'azione "Tropic Thunder" del 2008. L'attore, regista e produttore ha affidato a una dichiarazione su X tutta la sua contrarietà verso questa scelta, usando toni decisi e senza filtri nei confronti dell'amministrazione Trump.

Il video incriminato, pubblicato dai canali ufficiali della Casa Bianca il 6 marzo scorso con il titolo "Giustizia secondo il modello americano", è stato concepito come un montaggio propagandistico contenente spezzoni tratti da diverse pellicole di Hollywood. Oltre al film di Stiller, il materiale promozionale include estratti da capolavori come "Braveheart", "Top Gun", "Superman" e "Iron Man 2". Nel suo messaggio su X, Stiller è stato inequivocabile: "Casa Bianca, vi chiediamo di rimuovere subito questo clip. Non abbiamo mai autorizzato l'utilizzo di 'Tropic Thunder' e non intendiamo far parte della vostra macchina propagandistica. La guerra è una questione seria, non uno spettacolo cinematografico".

Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di controversie riguardanti l'appropriazione non autorizzata di contenuti musicali e cinematografici da parte dell'amministrazione Trump. Meno di un anno fa, la Casa Bianca aveva inserito il brano "Juno" della cantante Sabrina Carpenter in un video destinato a promuovere le operazioni dell'Immigration and Customs Enforcement. Ancora precedentemente, nel novembre scorso, il team comunicativo presidenziale aveva utilizzato il brano "The Fate of Ophelia" di Taylor Swift in un montaggio celebrativo del presidente, scelta particolarmente controversa data l'ostilità più volte manifestata da Trump nei confronti della popstar. Swift aveva scelto di non commentare pubblicamente l'accaduto.

La pratica di utilizzare materiale protetto da copyright senza consenso espresso rappresenta una questione legale delicata, oltre che una questione etica riguardante il rispetto verso i creatori di contenuti. La reazione di Stiller evidenzia come anche celebrities di primo piano stiano iniziando a schierarsi apertamente contro queste modalità di utilizzo di opera altrui a fini politici, specialmente quando legati a tematiche belliche.