L'Unione Europea si prepara a un cambio di paradigma geopolitico. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha dichiarato durante la Conferenza degli ambasciatori dell'Ue che l'ordine mondiale consolidato nel secondo dopoguerra non farà ritorno. Sebbene l'Europa continui a sostenere il sistema internazionale basato su regole condivise, costruito insieme ai propri alleati, Bruxelles non può più contare esclusivamente su questo impianto per proteggere i propri interessi strategici.
Le dichiarazioni arrivano in un contesto di crescenti tensioni globali. Kaja Kallas, alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri, ha accusato direttamente la Russia di tentare un'espansione della guerra, ribadendo come Mosca rappresenti una minaccia duratura agli equilibri europei. Di fronte a questo scenario, l'Ue sta accelerando il suo riarmo e il rafforzamento delle capacità difensive del continente, agendo sia su base bilaterale che attraverso un rafforzamento del pilastro europeo all'interno della Nato.
Kallas ha sottolineato come la prevenzione dei conflitti sia economicamente più conveniente rispetto alla loro gestione militare. Riguardo all'Iran, l'alto rappresentante ha evidenziato come il regime sia attualmente indebolito rispetto ai decenni precedenti, con capacità militari ridotte rispetto al passato. Tuttavia, ha avvertito che non esiste ancora una visione chiara sul come si concluderà lo scenario bellico mediorientale, dove Teheran rimane un attore destabilizzante.
In questa ottica di riposizionamento strategico, Bruxelles sta elaborando un'inedita iniziativa commerciale e militare. L'Ue intende fungere da tramite tra la capacità produttiva bellica ucraina e le necessità difensive dei paesi mediorientali, in particolare per quanto riguarda sistemi di intercettazione di droni. Un accordo che rappresenta sia un supporto all'Ucraina che un consolidamento dell'influenza europea in una regione cruciale per gli equilibri internazionali.