Nel corso della puntata di "Club" su Sky Sport successiva al derby Milan-Inter (conclusosi 1-0 per i rossoneri), Alessandro Costacurta ha commentato l'episodio più discusso della gara: il contatto tra il pallone e il braccio di Samuele Ricci in area nerazzurra. L'arbitro Doveri non ha concesso il rigore richiesto dai milanisti, decisione confermata dalla sala Var con Abisso e Di Bello. L'ex calciatore ha però sorpreso gli altri ospiti dello studio di Fabio Caressa con un'interpretazione particolare dei fatti.

Secondo Costacurta, il tocco di Ricci rappresenterebbe una categoria di contatti che fino a due settimane fa venivano sistematicamente sanzionati come rigore, ma che adesso non lo sono più. "Questo tipo di situazione, secondo me non dovrebbe mai essere rigore, tranne fino a due settimane fa quando era considerato penalty", ha affermato l'ex difensore. Una dichiarazione che ha sollevato perplessità: Caressa ha infatti evidenziato come un cambio di linea interpretativa a stagione in corso avrebbe dovuto essere comunicato ufficialmente agli interessati.

La risposta di Costacurta ha complicato il quadro: "Forse non ci piace che si stia permettendo un gioco più fluido rispetto al passato?", ha aggiunto, cercando di giustificare il nuovo orientamento arbitrale. I colleghi in studio non hanno supportato questa linea di ragionamento, spingendo l'ex giocatore a perdere un po' della composizione iniziale. "Fino a due settimane fa protestavamo ogni volta che davano questi ridicoli rigori", ha esclamato, con tono visibilmente irritato.

Costacurta ha poi tentato di chiudere la discussione con un approccio più distaccato, suggerendo che i direttori di gara avessero probabilmente ragioni valide nel non sanzionare l'episodio. Ha sottolineato come la decisione non fosse così netta da essere inequivocabile e ha concluso chiedendosi, con una punta di esasperazione, perché continuare a dibattere su una questione già risolta dagli arbitri stessi. La vicenda evidenzia ancora una volta le tensioni che caratterizzano il calcio italiano quando si tratta di interpretazione delle regole, soprattutto in occasioni di alto profilo come i derby.