La situazione sui mercati petroliferi internazionali si fa sempre più critica. Nella giornata di lunedì 9 marzo, con l'apertura delle contrattazioni asiatiche, il Brent ha varcato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, oscillando in seguito tra i 108 e i 119 dollari. Si tratta del livello più alto registrato dal luglio 2022, un segnale di tensione geopolitica che non passa inosservato agli osservatori dei mercati globali.

A spingere al rialzo le quotazioni sono stati gli attacchi israeliani ai depositi di carburante e agli impianti petroliferi iraniani nel corso del fine settimana, insieme ai timori concreti di possibili blocchi nel transito attraverso lo stretto di Hormuz, arteria cruciale per il commercio mondiale del greggio. Questi fattori hanno generato una vera e propria ondata di panico nei listini petroliferi, con effetti a cascata su tutte le economie dipendenti dal petrolio, compresa l'Italia.

In Italia, l'impatto è già visibile alle pompe di benzina. Secondo i dati rilevati domenica mattina 8 marzo dall'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese su circa ventimila distributori, la benzina self service ha raggiunto 1,782 euro al litro, toccando i massimi da quasi dodici mesi (l'ultima volta il 16 marzo 2025). Per il diesel la situazione è ancora più critica: il self service si attesta a 1,965 euro al litro, mentre il servito in autostrada raggiunge addirittura i 2,276 euro, il record più alto degli ultimi tre anni e mezzo. Nel dettaglio, il diesel servito in stazioni ordinarie tocca 2,091 euro al litro. A peggiorare il quadro contribuisce anche il deprezzamento dell'euro rispetto al dollaro, che rende ancora più cari gli acquisti di greggio denominati in valuta americana.

Le compagnie petrolifere praticano prezzi leggermente superiori rispetto alle pompe bianche, ma la differenza rimane contenuta. La benzina servito presso le compagnie raggiunge 1,957 euro al litro, mentre il diesel arriva a 2,125 euro. Anche il Gpl subisce rialzi, con il prezzo servito che tocca 0,702 euro al litro presso le stazioni principali.

Di fronte a questa spirale inflazionistica sui carburanti, il governo sta valutando la possibilità di ridurre le accise come strumento di contenimento dei danni per i consumatori e per l'economia reale, alla ricerca di soluzioni che possano attenuare l'impatto sulle famiglie italiane e sulle attività produttive. La situazione rimane tuttavia in evoluzione, dipendente dall'andamento dei negoziati diplomatici e dalla stabilità geopolitica in Medio Oriente.