Stamattina le strade di Milano si sono riempite di migliaia di persone per lo sciopero transfemminista, una manifestazione che ha visto diverse azioni simboliche e provocatorie nel corso del corteo. Gli organizzatori hanno scelto di concentrare l'attenzione su temi legati ai diritti, alle libertà personali e alle politiche internazionali attraverso gesti di protesta diretta e allestimenti scenografici.

Il momento più eclatante si è verificato in via Turati, nelle vicinanze della sede del consolato americano. Qui un gruppo di manifestanti, in gran parte studenti, ha bruciato un manichino raffigurante Donald Trump indosso della spilla israeliana. Contemporaneamente sono stati esposti striscioni con messaggi critici e controverse fotografie dell'ex presidente. Gli slogan esibiti facevano riferimento al legame tra guerra e patriarcato, ricorrendo alla frase 'War is patriarchy. Tutte le nostre vite valgono'.

Le proteste si sono estese anche ad altre location simboliche della città. Davanti all'ospedale Fatebenefratelli è stato messo in scena un secondo flash mob dove giovani manifestanti hanno utilizzato il proprio corpo per veicolare il messaggio 'My body, my choice', slogan universale delle battaglie per l'autodeterminazione femminile.

L'apertura del corteo a largo Cairoli è stata caratterizzata dall'esposizione di uno striscione contro il disegno di legge Bongiorno, con il messaggio 'Pronto Bongiorno? Solo un sì entusiasta è sì', riferito alle norme sul consenso. Durante la marcia, i partecipanti hanno avuto la possibilità di acquistare bevande, inclusa una simpatica reinterpretazione con il nome 'Gaza cola'.

La manifestazione rappresenta un momento di convergenza tra diverse istanze progressiste e attiviste, dal femminismo alle questioni di politica internazionale, in un contesto dove il dibattito pubblico continua a generare mobilitazioni significative nelle principali città italiane.