La polemica arbitrale del derby della Madonnina continua a tenere banco negli studi televisivi. Nel match concluso 1-0 a favore dei rossoneri, un episodio al 95esimo minuto sta alimentando un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori. Il principale protagonista della controversia è Samuele Ricci, il cui tocco di braccio in area avrebbe meritato, secondo diversi analisti, la concessione di un calcio di rigore all'Inter. L'arbitro Doveri non ha ravvisato l'infrazione, mentre il Var non ha ritenuto opportuno richiamare il direttore di gara al monitor per una on field review.

Graziano Cesari, noto moviolista di Mediaset, non usa mezzi termini nel commentare l'accaduto durante la trasmissione Pressing. L'ex arbitro descrive nel dettaglio la dinamica del fallo: il braccio del centrocampista del Torino si apre in modo incongruo rispetto al movimento della corsa, dirigendosi verso il pallone prima di ritrarsi. "È estremamente facile da rivedere attraverso il sistema di videoassistenza. Il fatto che non sia stato segnalato denota quella che chiamo sudditanza psicologica", afferma Cesari, sottolineando un meccanismo che, a suo avviso, porterebbe gli operatori Var a non disturbare l'arbitro in campo.

Anche Mauro Bergonzi della Rai concorda nel giudicare l'episodio come un inequivocabile fallo di mano. Nel corso della trasmissione Domenica sportiva, l'esperto della televisione pubblica definisce accaduto come un errore chiaro e conclamato. Ciò che lo turba maggiormente è l'inerzia del Var, che secondo Bergonzi avrebbe dovuto svolgere il suo compito di controllo e protezione della correttezza del gioco, suggerendo a Doveri di visionare nuovamente l'azione.

Cesari approfondisce ulteriormente la sua critica, descrivendo l'arbitro come "interdetto e disorientato" durante l'episodio cruciale. A suo giudizio, Doveri non ha avuto la visuale corretta dell'accaduto e si aspettava un intervento del Var che non è mai arrivato. Il moviolista fa un paragone illuminante: rimanda al caso di Bisseck nella gara Inter-Lazio, dove il sistema di assistenza ha funzionato correttamente, con il Var che ha opportunamente richiamato il direttore di gara. "Sono situazioni sostanzialmente identiche, eppure solo in una il Var ha fatto il suo lavoro", rimarca Cesari, evidenziando un'incoerenza nelle modalità di intervento del sistema.