Durante il Forum ANSA, i principali esponenti del fronte favorevole alla riforma costituzionale hanno lanciato una controreplica agli avversari, accusandoli di aver costruito la loro strategia comunicativa attorno alla diffusione di allarmismo. Secondo Nicolò Zanon, professore e presidente del Comitato Sì Riforma, la campagna del No avrebbe scelto di spaventare gli elettori piuttosto che affrontare nel merito le proposte di cambiamento.
Zanon ha sottolineato come chi ha avuto esperienze dirette con l'apparato giudiziario difficilmente possa considerare il sistema attuale soddisfacente. A suo parere, la riforma rappresenterebbe un'occasione storica e rara per introdurre miglioramenti significativi: "Possiamo lagnarci della situazione, ma con il nostro voto abbiamo la possibilità concreta di trasformarla", ha dichiarato.
Per rafforzare il loro messaggio, i fautori della riforma hanno richiamato i risultati di una consultazione interna all'Associazione nazionale magistrati risalente al 2022. In quella votazione, gli iscritti furono interrogati sulla loro posizione riguardante il meccanismo del sorteggio per l'assegnazione degli incarichi. Il dato risultato è stato sorprendente per chi si aspettava un rigetto netto: il 42 per cento dei magistrati partecipanti si è espresso a favore.
Francesco Petrelli, a capo del Comitato Camere Penali per il Sì, ha interpretato questo risultato come una chiara smentita della narrazione secondo cui il sorteggio sarebbe uno strumento umiliante per la magistratura. Al contrario, ha sostenuto Petrelli, la stessa classe forense lo considera "duro ma indispensabile" per eliminare gli effetti negativi dei legami correntizia all'interno dei tribunali. La riforma, secondo questa prospettiva, rappresenterebbe dunque una soluzione condivisa anche da settori rilevanti della magistratura stessa.