Una famiglia del Bellunese si trova di fronte a un dilemma che mescola responsabilità verso gli animali domestici e vincoli normativi sempre più stringenti. Il loro pitone reale, soprannominato Snake, non si alimenta ormai da quattro mesi a causa della progressiva indisponibilità di topi vivi sul mercato locale. Il rettile, abituato sin dalla gioventù a consumare esclusivamente questa tipologia di preda, ha rifiutato categoricamente tutte le alternative proposte dai proprietari e dai veterinari.
Secondo quanto riferito da Emiliano Zambelli Gat, proprietario dell'animale, fino a pochi mesi fa era possibile reperire senza difficoltà topi destinati all'alimentazione presso i negozi specializzati della zona, sia a Belluno che a Sedico. La situazione è precipitata bruscamente quando gli esercizi commerciali hanno deciso di cessare improvvisamente la vendita di questi roditori vivi. Le motivazioni risiedono nell'irrigidimento della normativa vigente, che avrebbe indotto i negozianti a sospendere il rifornimento di questa particolare categoria di merce. Zambelli Gat ha dichiarato di aver avviato una ricerca frenetica rivolgendosi a diversi allevatori privati e altri esercizi, senza però ottenere risultati concreti.
La famiglia ha tentato di sottoporre a Snake alternative alimentari, come topi precedentemente congelati e persino pollo fresco nel sangue, ma l'animale ha dimostrato una totale refrattarietà verso qualsiasi variante dal suo regime alimentare consolidato. Anche il parere del veterinario è stato chiaro: dopo quindici anni di abitudini invariate, un pitone difficilmente accetterà nuovi alimenti. L'unica soluzione medica disponibile comporterebbe il ricorso all'alimentazione forzata tramite intubazione, una procedura che però può essere praticata solo in pochi casi e con effetti temporanei.
Con il passare delle settimane la situazione si fa sempre più critica. Sebbene i pitoni reali siano caratterizzati da metabolismi particolarmente lenti e riescano normalmente a sopravvivere anche con lunghi periodi di digiuno, quattro mesi rappresentano un lasso temporale considerevole che non può protrarsi ulteriormente senza conseguenze gravi per la salute dell'animale. I proprietari hanno lanciato un appello pubblico attraverso la stampa locale, chiedendo l'aiuto di chiunque abbia contatti con allevatori privati o conosca esercizi commerciali ancora in grado di fornire topi vivi. Il messaggio è un grido di aiuto sincero: stanno provando qualunque strada pur di salvare la vita di Snake prima che sia troppo tardi.