Continua a scaldarsi il dibattito sugli autovelox nel Nord Est Italia. L'associazione Altvelox ha deciso di fare pressione direttamente sulle amministrazioni locali, presentando oggi una serie di istanze ufficiali alle prefetture di sette province venete: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Nel mirino dell'organizzazione ci sono i decreti che autorizzano l'installazione e l'utilizzo dei dispositivi automatici per il rilevamento dei superamenti di velocità sulle strade provinciali e sulle arterie metropolitane.

La richiesta è chiara e perentoria: le prefetture devono procedere alla sospensione immediata di tutti gli autovelox e contemporaneamente riaprire il dossier relativo ai provvedimenti che ne consentono il funzionamento. Altvelox sostiene che sia necessario verificare la legittimità e la regolarità di questi strumenti prima che possano continuare a operare.

Questa azione rappresenta l'escalation di una battaglia che ha già raggiunto altre regioni. A marzo, infatti, la prefettura di Napoli aveva già deciso di imporre una revisione della conformità tecnica di tutti gli autovelox in ambito campano, segnalando potenziali problematiche nella loro installazione e certificazione.

La mossa dell'associazione riaccende una polemica mai sopita nel panorama italiano: da un lato chi sostiene che gli autovelox rappresentano uno strumento legittimo per contrastare l'eccesso di velocità e migliorare la sicurezza stradale, dall'altro chi li contesta sia per questioni procedurali che per il presunto abuso nella loro collocazione. La risposta delle prefetture venete potrebbe rappresentare un precedente significativo nel confronto tra associazioni di cittadini e istituzioni locali.