La fase più acuta dell'emergenza che ha coinvolto i turisti italiani bloccati nei Paesi del Golfo Persico può considerarsi ufficialmente conclusa. Lo ha confermato questa mattina il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della consueta riunione con gli ambasciatori della zona, precisando tuttavia che la situazione rimane monitorata con estrema attenzione, soprattutto riguardo ai connazionali che necessitano di rientrare dalle Maldive.

Secondo Tajani, non ci sono più italiani in attesa di rimpatrio dall'area del Golfo. Gli unici connazionali presenti nella regione sono ora i residenti stabili, per i quali il governo ha provveduto a mantenere rinforzi presso le ambasciate e i consolati italiani, in modo da garantire assistenza tempestiva qualora la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente. "Siamo pronti a intervenire con supporto immediato se necessario", ha sottolineato il titolare della Farnesina durante il punto stampa tenuto a Roma.

Nonostante il deterioramento della situazione internazionale - aggravato oggi dall'abbattimento di un ulteriore missile sui cieli turchi - il governo italiano mantiene una linea di estrema cautela e ricerca di soluzioni negoziate. Tajani ha ribadito con fermezza che l'Italia non ha alcun interesse nell'escalation militare e che non intende coinvolgersi in nessun conflitto. "Continuiamo a lavorare per una de-escalation mantenendo relazioni diplomatiche con l'Iran e collaborando con i Paesi colpiti dalle aggressioni", ha affermato il ministro, tracciando una strada stretta ma consapevole tra neutralità attiva e responsabilità internazionale.

Sulla questione dell'articolo 5 della Nato, potenzialmente invocabile in seguito all'attacco alla Turchia, Tajani ha mostrato prudenza dichiarando che al momento non sussistono ancora le condizioni per l'attivazione della clausola di difesa collettiva. L'Italia rimane solidale con Ankara, ma preferisce attendere di valutare le richieste ufficiali turche prima di qualunque valutazione sulla risposta dell'alleanza atlantica. "Dobbiamo procedere con grande cautela per evitare di alimentare un'escalation incontrollata", ha concluso Tajani, riflettendo il posizionamento generale del governo Meloni in questi giorni di straordinaria tensione geopolitica.