Antonia Liskova, attrice originaria della Slovacchia, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui ripercorre le tappe più significative della sua vita, dalla difficile infanzia nel villaggio di Bojnice fino al percorso che l'ha condotta a diventare un volto noto del cinema italiano. La sua storia è segnata da sofferenze familiari profonde e da sfide identitarie che l'hanno accompagnata fin dall'infanzia.
Nata in una famiglia operaia, Liskova racconta di aver avuto un rapporto estremamente complicato con il padre, musicista alcolizzato che decise di togliersi la vita. In un passaggio particolarmente toccante dell'intervista, l'attrice slovacca svela un segreto custodito da anni: da bambina scrisse una lettera a Babbo Natale supplicandolo di farla risvegliare maschio, convinta che in questo modo suo padre l'avrebbe finalmente accettata. Nonostante quella sofferenza, Liskova ammette di non essersi resa conto all'epoca di quanto la morte del padre avrebbe potuto devastarla emotivamente.
Il cognome italiano di Antonia affonda le radici in una storia d'amore clandestina: sua nonna intrecciò una relazione con un partigiano italiano ferito durante la Seconda Guerra Mondiale, del quale si prese cura con dedizione. Questo legame ha segnato la genealogia familiare e ha rappresentato il primo ponte tra Liskova e il Paese che sarebbe diventato la sua seconda patria.
L'arrivo in Italia coincise con il raggiungimento della maggiore età. Inizialmente, Liskova lavorò come cameriera in una pizzeria romana per mantenersi e aiutare finanziariamente la sorella minore rimasta in Slovacchia. La transizione verso il mondo dello spettacolo avvenne quasi per caso: accompagnando un'amica a un provino cinematografico, fu proprio Liskova a essere selezionata dalla giuria per il ruolo, mentre l'amica non superò la selezione. La delusione fu tale che l'amica decise di troncare i rapporti con lei, accusandola di aver dovuto rifiutare l'opportunità per lealtà.
Negli anni di inserimento nel panorama italiano, Liskova ha affrontato pregiudizi e discriminazioni legate sia alla sua provenienza geografica che al genere. "Se sei una donna attraente dell'Europa dell'Est, devi provare di valere il triplo rispetto agli altri", rivela nell'intervista. Ha descritto un ambiente dove gli uomini cercavano di approfittare della posizione di vulnerabilità percepita, mentre le donne la vedevano come una potenziale rivale in amore. Eppure, afferma con fermezza, tutto quello che ha raggiunto se l'è meritato grazie alla determinazione e al sacrificio personale.
Oggi, dopo anni di permanenza in Italia, Liskova ha finalmente trovato serenità e consapevolezza di sé. Non la turbano più i giudizi esterni, e considera il Paese dove ha costruito la sua carriera come una vera casa. La sua testimonianza rappresenta un viaggio di guarigione dalle ferite del passato e di affermazione professionale in una società che, seppur con i suoi difetti, le ha offerto opportunità di riscatto.