Il mondo del cinema piange la scomparsa di Jennifer Runyon, volto noto della televisione e del grande schermo americano. L'attrice si è spenta lo scorso venerdì 6 marzo, dopo una breve ma aggressiva battaglia contro il cancro. Aveva 65 anni. A diffondere la triste notizia è stata Erin Murphy, sua collega di set e amica cara, che sui social media ha ricordato Runyon come "una persona straordinaria", estendendo i sentimenti di vicinanza ai familiari e ai suoi due figli.

Nata a Chicago il primo aprile 1960 in una famiglia già radicata nel mondo dello spettacolo, Jennifer Runyon era figlia di Jim Runyon, stimato annunciatore radiofonico e conduttore di programmi musicali, e di Jane Roberts, attrice di teatro e televisione. Il suo debutto cinematografico risale al 1980, quando apparve nel film dell'orrore "To All a Good Night". Il vero salto verso il successo giunse quattro anni dopo: nel 1984 prestò il volto a una studentessa universitaria nel capolavoro comico "Ghostbusters" accanto a Bill Murray, partecipando a una delle scene più memorabili del film dove il suo personaggio affronta un esperimento di telepatia. Sempre quell'anno ottenne il ruolo fisso di Gwendolyn Pierce nel pilot della sitcom "Babysitter", che le offrì una visibilità televisiva durevole.

Tra gli anni Ottanta e Novanta, Runyon ha costruito una carriera televisiva impressionante, collezionando apparizioni in alcune tra le serie più amate del periodo. Ha recitato in episodi di capolavori come "Beverly Hills, 90210", "Magnum P.I.", "La signora in giallo", "Professione pericolo" e molti altri titoli di culto. Nel 1988 ha incarnato Cindy Brady nella pellicola televisiva "A Very Brady Christmas", mentre ha partecipato a ben 111 episodi della soap "Destini", dimostrando versatilità nell'affrontare generi diversi.

Nel 1991 Jennifer Runyon ha sposato Todd Corman, allenatore di basket e produttore televisivo, dal quale ha avuto due figli: Wyatt e Bayley. Nel corso degli ultimi decenni, aveva gradualmente ridotto gli impegni professionali. Nel 2014 aveva pubblicamente annunciato il suo ritiro dalle scene per dedicarsi completamente all'insegnamento, passione che l'ha accompagnata negli ultimi anni della sua vita. La sua morte rappresenta una perdita significativa per il panorama cinematografico e televisivo americano dei decenni scorsi.