Il Fondo per l'Ambiente Italiano ripropone il suo appuntamento primaverile con numeri da record: nei prossimi fine settimana del 21 e 22 marzo, i cancelli si spalancheranno su 780 luoghi distribuiti in 400 città della penisola. Un mosaico variegato che abbraccia villa storiche e castelli, spazi sacri e infrastrutture civili, laboratori artigianali e aree protette, passando per teatri, pinacoteche e strutture produttive. Una celebrazione diffusa della ricchezza culturale e paesaggistica nazionale che tocca in ugual misura i luoghi più illustri e quelli quasi dimenticati.
Novità rilevante di questa edizione è l'accesso allo Stadio Maradona di Napoli, il tempio sportivo intitolato al leggendario calciatore argentino. Accanto a questo simbolo calcistico contemporaneo, i visitatori potranno scoprire gioielli quali il Palazzaccio di Roma, sede della Corte Suprema di Cassazione e uno dei maggiori capolavori urbanistici della capitale, oppure il Conservatorio di Santa Elisabetta a Barga in provincia di Lucca, complesso religioso risalente al 1456 e costruito su volere delle monache francescane dopo il Concilio di Trento. Una continuità tra memoria religiosa, a 800 anni dalla morte di San Francesco patrono d'Italia, e modernità sportiva.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli commenta: «Il rapporto tra il Fai e lo Stato rappresenta un amore condiviso per ciò che rende l'Italia un paese senza pari». Il presidente fondazionale Marco Magnifico aggiunge una prospettiva più ampia: «Vogliamo raccontare quotidianamente ciò che facciamo nella tutela del patrimonio. Questi fine settimana sono il megafono più potente per diffondere il nostro impegno». Un messaggio che risuona attraverso tre decenni di manifestazioni: le 33 edizioni precedenti hanno coinvolto 13 milioni di persone, permettendo l'accesso a oltre 17mila siti in più di 7.600 tra città, borghi e aree rurali.
L'infrastruttura umana che sostiene questo grande evento rimane il cuore pulsante dell'iniziativa. Saranno oltre 7.500 i volontari delle delegazioni territoriali a guidare i curiosi attraverso le bellezze architettoniche nazionali. Accanto a loro, 17mila giovani Ciceroni – studenti delle scuole secondarie formati dai docenti secondo la tradizione Fai – si proporranno come guide appassionate e competenti. Una squadra generazionale che coniuga sapere storico e entusiasmo. Il tutto realizzabile grazie al crescente consenso cittadino e a una rete sempre più ramificata di volontari che rendono possibile questa operazione capillare di democrazia culturale.