A Gemona del Friuli ha aperto ufficialmente i battenti ResilHub, il nuovo centro di alta formazione dell'Università di Udine pensato per preparare i professionisti alle sfide emergenziali del nostro tempo. La struttura, inaugurata presso la prestigiosa sede storica di Palazzo Fantoni, rappresenta un punto di riferimento innovativo per affrontare questioni complesse come le emergenze climatiche, le crisi sanitarie e gli shock socio-economici che caratterizzano il nostro presente.

Il progetto nasce dalla collaborazione con la Cattedra Unesco in Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la resilienza, e funzionerà come laboratorio permanente dove teoria e pratica si incontrano continuamente. Accanto alle attività didattiche tradizionali, ResilHub sarà un incubatore di modelli organizzativi e strumenti concreti per gestire situazioni critiche, con l'obiettivo di trasformare le competenze accademiche in soluzioni operative applicabili immediatamente sul territorio.

Il primo corso che partirà sarà quello per "Resilience Officer", sviluppato in sinergia con la Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia. Questo percorso intensivo mira a formare esperti altamente qualificati in grado di operare efficacemente nei centri decisionali durante le emergenze, come il Comitato regionale per le emergenze. Si tratta di figure professionali nuove, che potranno coordinare le risorse e le informazioni in momenti di massima criticità.

Nel tempo, il polo estenderà la propria offerta formativa con ulteriori programmi di specializzazione e aggiornamento rivolti a tecnici, amministratori locali, operatori della protezione civile e chiunque lavori nel campo della gestione del rischio. "L'Università di Udine ha progettato questa scuola per contribuire concretamente, in un'ottica di formazione continua, a sviluppare le competenze strategiche indispensabili per affrontare le sfide sistemiche del nostro tempo", ha sottolineato il rettore Angelo Montanari.

Il governatore Massimiliano Fedriga ha evidenziato come questa iniziativa affonda le radici nell'esperienza del terremoto che ha colpito la regione, trasformando la memoria del disastro in una base solida per le decisioni future. "Questo centro contribuisce a costruire non solo infrastrutture materiali, ma anche infrastrutture di conoscenza che permettono di affrontare le emergenze riducendo i rischi attraverso la prevenzione e una programmazione consapevole", ha concluso il presidente.