Luciana Littizzetto torna a far discutere con il suo stile pungente e satirico. Durante la puntata di venerdì di Che tempo che fa, la comica torinese ha dedicato la sua celebre letterina al ministro della Difesa Guido Crosetto, criticando aspramente la sua presenza a Dubai nel momento più critico della crisi internazionale tra Stati Uniti e Iran. Littizzetto ha sottolineato come il ministro si fosse trovato all'estero proprio quando venivano lanciati i primi missili verso Teheran, scatenando reazioni sulla gestione delle responsabilità governative.

Nella sua riflessione caustica, la comica ha ironizzato sulla provenienza cuneese di Crosetto, ricordando come anche Daniela Santanché e Flavio Briatore fossero originari della stessa provincia. "Ministro, tu che sei di Cuneo e non hai fatto il militare lì, non potevi semplicemente andare in Liguria come tutti gli altri Cuneesi?" ha chiesto Littizzetto con tono sarcastico. "In tre ore saresti tornato a Roma per cena a casa di La Russa, magari sotto il busto del Duce". Un'allusione al presidente del Senato e un riferimento ironico ai luoghi di potere.

Littizzetto ha poi puntato il dito sulla gestione comunicativa della vicenda. "Hai cambiato versione più volte del numero di abiti che La Pausini porta a Sanremo", ha affermato, criticando le spiegazioni contrastanti del ministro sul suo viaggio. Ha anche evidenziato come Crosetto fosse sul punto di sostenere di trovarsi a Dubai completamente a sua insaputa, una giustificazione ritenuta insufficiente. La comica ha sottolineato che, considerando l'aumento di ben 24 collaboratori nello staff del ministro, lo stesso avrebbe potuto facilmente avvisare qualcuno della sua assenza con un semplice messaggio.

Ma il vero affondo riguarda i costi e la sicurezza. Littizzetto ha puntato l'attenzione sul volo militare utilizzato per il rientro, che risulterebbe essere costato circa tre volte il prezzo di una corsa civile standard. "Il vero problema non è ritornare con un aereo dello Stato", ha precisato la comica, "ma partire con un volo commerciale quando sei un ministro. Non puoi permetterti di mettere a rischio la sicurezza degli altri passeggeri per una vacanza". Un'osservazione che tocca il tema della responsabilità istituzionale e della tutela del bene pubblico, trasformandola in critica politica attraverso l'ironia.