Nelle aule di tribunale continua il procedimento giudiziario che vede protagonisti la modella bielorussa Tanya Yashenko e il principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa. L'accusa sostiene che la donna avrebbe approfittato della posizione economica del nobile per sottrargli importanti somme di denaro durante il loro rapporto sentimentale. Secondo la polizia giudiziaria, sarebbero stati trasferiti circa 800mila euro dai conti correnti dell'aristocratico, ai quali si aggiungono ulteriori 298mila euro in articoli di lusso come gioielli, orologi e borse firmate. In totale, il valore contestato ammonterebbe a 1,3 milioni di euro.

Durante l'udienza del 9 marzo, Yashenko ha ricostruito la genesi della loro relazione per difendersi dalle gravi accuse di circonvenzione di incapace e autoriciclaggio. La modella ha affermato di aver conosciuto Bonanno nel 2019 in un locale romano, dove lui si presentò come un principe facoltoso e premuroso. Secondo la sua testimonianza, il rapporto procedette velocemente con frequenti incontri e comportamenti generosi da parte dell'uomo, che le avrebbe inoltre promesso una vita insieme basata su un impegno serio e duraturo.

La strategia difensiva di Yashenko punta a rovesciare la narrazione accusatoria. La donna ha dichiarato che sarebbe stato proprio Bonanno a invitarla a utilizzare le sue carte di credito, di cui ne possedeva circa venti. La complessità della gestione finanziaria dell'aristocratico avrebbe reso naturale, secondo questa versione, l'autorizzazione ai prelievi. Inoltre, Yashenko ha rivelato di aver trasferito 800mila euro in assegni a un suo ex compagno, convinta che quest'ultimo potesse aiutarla a preservare i regali ricevuti da Bonanno.

La testimonianza ha assunto toni personali quando la modella ha descritto l'impatto emotivo e reputazionale del processo. Ha denunciato di sentirsi vittima di ingiustizia, evidenziando come la copertura mediatica del caso avrebbe compromesso gravemente la sua vita privata e professionale. Ha inoltre riflettuto criticamente sulle sue scelte sentimentali recenti, riferendosi a una serie di relazioni fallimentari che l'avrebbero esposta a difficoltà economiche e personali.

Il processo rimane ancora in corso, con la corte chiamata a vagliare la fondatezza dell'accusa di circonvenzione di incapace contro la tesi della difesa, secondo la quale i movimenti finanziari sarebbero stati consensuali e autorizzati dal principe. Le implicazioni della sentenza potrebbero stabilire importanti precedenti sulla responsabilità personale nelle relazioni caratterizzate da squilibri economici e di potere.