Tensione a Milano dopo la decisione del consiglio comunale di negare lo spazio di Palazzo Marino per ospitare una conferenza della Lega dedicata alla sicurezza delle donne e al contrasto della violenza. L'evento avrebbe dovuto vederecome ospite anche la sezione italiana di Nemesis, un collettivo d'oltralpe già finito sotto accusa per posizioni xenofobe e razziste. La scintilla dello scontro ha riacceso il dibattito su pluralismo democratico e limiti della libertà d'espressione nel cuore del capoluogo lombardo.

Alexandre Verri, capogruppo leghista in Consiglio comunale, ha bollato il diniego come "una censura inaccettabile", tornando a rivendicare il diritto di esprimere le proprie proposte politiche. Dalla parte opposta, Elena Buscemi, presidente dell'assemblea civica milanese, ha giustificato la scelta sottolineando che le posizioni del collettivo francese non trovano spazio nei valori fondamentali su cui poggia il confronto democratico della Repubblica. Buscemi ha inoltre evidenziato come Nemesis propugni concetti come la "remigrazione" e la "supremazia del maschio bianco", associandoli a slogan come "stupratori stranieri" che attribuiscono falsamente alle provenienze geografiche la responsabilità principale dei crimini contro le donne.

Secondo quanto reso noto da fonti pubbliche, il collettivo francese reinterpreta il femminismo attraverso una lente identitaria e securitaria, sostenendo che l'immigrazione rappresenterebbe il principale fattore criminale dietro le violenze ai danni di cittadine europee. Una narrazione che Buscemi ha definito "ideologica e falsa", respinta da analisti e organizzazioni che l'hanno identificata come espressione di xenofobia e razzismo. La presidente ha inoltre rivelato di aver richiesto più volte chiarimenti alla Lega su questi aspetti senza ricevere risposte esaustive, lasciando intendere che l'iniziativa potesse configurarsi come un tentativo strumentale di alimentare polemiche.

Nonostante il rifiuto amministrativo, la Lega ha annunciato che l'evento avrà comunque luogo, questa volta all'esterno della sede comunale, ribadendo con una nota il proprio impegno per la libertà di espressione e il pluralismo politico. L'iniziativa, promettono i leghisti, manterrà il focus sulle misure concrete del partito per proteggere le donne e contrastare la violenza, sia a livello locale che nazionale, nonché sul sostegno alle vittime. Lo scontro evidenzia le fratture crescenti intorno al rapporto tra sicurezza, immigrazione e femminismo nel dibattito pubblico italiano contemporaneo.