Quasi mezzo secolo di isolamento urbano sta per concludersi a Lamezia Terme. Il campo nomadi di Scordovillo, simbolo di marginalizzazione e degrado che ha caratterizzato la città calabrese per 44 anni, si appresta a diventare un capitolo chiuso della storia locale. A promuovere il cambiamento è un ambizioso programma di inclusione abitativa che coinvolgerà 96 famiglie di etnia rom, finora confinate dietro muri di cemento armato in strutture fatiscenti composte da baracche e lamiere ondulate.

Il progetto rappresenta un cambio di paradigma rispetto agli approcci precedenti, basati su sgomberi forzati e reiteranti trasferimenti da un sito all'altro, che non risolvevano il problema della segregazione ma lo perpetuavano. Questa volta non si tratta di spostamento da una periferia all'altra, bensì di una vera integrazione diffusa nel territorio cittadino. Le risorse economiche stanziate ammontano a 8 milioni di euro, destinati alla costruzione di abitazioni dignitose distribuite nel tessuto urbano, in condomini ordinari che apriranno le porte a bambini che finora crescevano in condizioni igienico-sanitarie critiche, con frequenti ricoveri pediatrici dovuti a patologie respiratorie croniche causate dalle condizioni abitative precarie.

Accanto alla dotazione finanziaria, il progetto poggia su fondamenta solide rappresentate dall'impegno di operatori specializzati e, elemento cruciale, dalla volontà stessa della comunità rom di abbandonare Scordovillo. Questa convergenza di fattori – risorse concrete, competenza professionale e consenso dei diretti interessati – costituisce una discontinuità rispetto ai decenni precedenti, caratterizzati da conflitti pubblici, diatribe amministrative e una sostanziale indifferenza della cosiddetta società civile verso la sofferenza di chi abitava quella bidonville.

L'articolista, una cittadina di Lamezia, sottolinea come questi spazi di marginalizzazione debbano essere conservati nella memoria collettiva non come semplici testimonianze storiche, ma come monito contro il rischio di discriminazione strutturale. Il richiamo alle situazioni di conflitto internazionale, in particolare ai territori negati, suggerisce una riflessione più ampia sulla responsabilità civica nell'affrontare l'esclusione e la violenza, sia quella fisica che quella quotidiana dell'abbandono istituzionale. Con Scordovillo che si appresta a scomparire come insediamento segregato, Lamezia Terme si confronta dunque con l'opportunità di scrivere un nuovo capitolo della propria storia urbana, one dove inclusione e dignità abitativa non rimangono promesse vuote ma si traducono in case, rioni e comunità reali.