Con il referendum sulla Giustizia ormai alle porte, lo scontro politico e istituzionale si sposta anche dentro le scuole. Sono stati individuati almeno due casi di istituti scolastici, uno nel piacentino e uno nel livornese, dove è stata presentata una richiesta di affissione di materiale propagandistico nei confronti della riforma costituzionale in discussione. A firmare gli ordini è Giuseppe Gesmundo, rappresentante della Cgil, che ha promosso una serie di volantini contenenti gli argomenti principali del fronte oppositore al provvedimento.
Il materiale in questione critica duramente la cosiddetta "Legge Meloni-Nordio", sostenendo che comporterebbe uno stravolgimento della Costituzione e un indebolimento dell'indipendenza della magistratura. Secondo quanto riportato nei volantini, la riforma comporterebbe il rischio di assoggettare i magistrati alle pressioni governative, compromettendo l'equilibrio istituzionale tra i tre poteri dello Stato. Il messaggio centrale è che l'autonomia della magistratura rappresenterebbe una protezione per l'uguaglianza dei cittadini, non un privilegio della categoria.
Gli opuscoli proposti per l'affissione inseriscono la riforma in un quadro più ampio di trasformazione della repubblica, citando anche l'Autonomia differenziata e il Premierato. Viene inoltre descritta la separazione delle carriere come "pericolosa e inutile", contestando il presupposto stesso della riforma. I materiali rimandano a un sito della "società civile per il no al referendum costituzionale", che riunisce realtà come Anpi, Acli, Arci, Cgil, Libera, Legambiente e l'associazione Giuristi Democratici.
La questione delle affissioni negli albi sindacali delle scuole rimane tuttavia in una zona grigia dal punto di vista normativo. Sebbene gli albi siano tradizionalmente destinati a comunicati di interesse sindacale e lavorativo, le scuole godono di una certa discrezionalità nell'interpretazione dei propri regolamenti. L'elemento critico è rappresentato dalla visibilità del materiale: se confinato esclusivamente negli spazi riservati ai dipendenti, potrebbe rispettare i vincoli; in caso contrario, la questione potrebbe divenire più controversa.
L'episodio testimonia l'intensificarsi della campagna propagandistica a livello territoriale, con entrambi i fronti in campo per influenzare gli elettori a pochi giorni dal voto decisivo sulla riforma della Giustizia italiana.