La deposizione di Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva unico imputato nel procedimento relativo alla morte di Pierina Paganelli, continua a rappresentare un elemento cruciale nel dibattimento in corso presso il tribunale di Rimini. Durante la ripresa dell'esame da parte del pubblico ministero Daniele Paci, la donna ha ribadito con fermezza la propria convinzione riguardante i sentimenti del coniuge verso Manuela Bianchi, la nipote della vittima.

Secondo quanto emerso dall'aula, Bartolucci ha affermato di aver sottoposto il marito a ripetuti interrogativi sulla questione, ricevendo sempre la medesima risposta negativa. «Gli ho chiesto milioni di volte se fosse innamorato di Manuela, mi ha sempre detto di no», ha dichiarato durante la testimonianza che si è protratta dalla mattina sino al primo pomeriggio. L'audizione, iniziata alle 9.30 e conclusa alle 12.50, era stata precedentemente sospesa circa due settimane prima e riprende ora l'esame del pubblico ministero, in attesa dei successivi interrogatori da parte degli avvocati difensori.

La testimonianza assume rilevanza particolare nel contesto della ricerca delle motivazioni dietro il delitto avvenuto a Rimini. Se confermata, la versione fornita da Bartolucci porrebbe in secondo piano l'ipotesi di un crimine commosso o passionale, spostando l'attenzione verso altre possibili circostanze. La moglie dell'imputato ha inoltre precisato l'esistenza di un accordo tacito tra lei e il marito riguardante la relazione di quest'ultimo con Manuela Bianchi.

Il processo continua a svilupparsi attraverso una fitta rete di testimonianze e deposizioni, con Valeria Bartolucci che assume il ruolo di figura centrale nel dibattimento processuale. Le sue affermazioni potrebbero influenzare significativamente la valutazione complessiva dei moventi e delle circostanze che hanno circondato il tragico evento.