Una frase pronunciata durante un dibattito televisivo sulla riforma costituzionale accende lo scontro politico attorno al referendum della prossima primavera. Protagonista suo malgrado è Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nel corso di una trasmissione su Telecolor Sicilia ha affermato: "Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". L'intervento rappresenta un'eccezione rispetto al profilo solitamente discreto di chi ricopre questo ruolo istituzionale, dato che la Bartolozzi, ex magistrata e parlamentare di Forza Italia tra il 2018 e il 2022, ha scelto di intervenire pubblicamente in una campagna referendaria.

La reazione delle forze di opposizione è stata immediata e decisa. Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, ha sottolineato il contrasto tra il video di tredici minuti diffuso dalla presidente del Consiglio Meloni e le poche parole della Bartolozzi, suggerendo che queste ultime rivelerebbero il vero intento della riforma. Anche Simona Bonafè, capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari costituzionali, ha utilizzato il medesimo paragone numerico per evidenziare come la dichiarazione della capo di gabinetto avrebbe smontato l'intera narrazione governativa sul tema.

Di fronte alle critiche, la Bartolozzi ha tentato di fornire una lettura diversa del proprio intervento. Ha precisato di aver partecipato a una trasmissione della durata di novanta minuti durante la quale avrebbe costantemente ribadito che la riforma mira a restituire credibilità alla magistratura. Ha inoltre sostenuto di aver specificato ripetutamente come la stragrande maggioranza dei magistrati siano professionisti di eccellenza che svolgono il loro lavoro senza ricerca di visibilità mediatica, e che solo una parte minoritaria, caratterizzata da dinamiche correntizie, gestisca effettivamente il sistema.

Non è tuttavia chiaro come queste precisazioni possano riconciliarsi con la dichiarazione iniziale, nella quale la magistratura viene esplicitamente descritta come un ostacolo da rimuovere attraverso l'approvazione della riforma referendaria. L'episodio ha riproposto il dibattito sulla natura effettiva dei cambiamenti costituzionali proposti dal governo, con l'opposizione che legge in questa uscita una conferma delle proprie preoccupazioni circa un possibile tentativo di ridimensionare l'indipendenza della magistratura.

La controversia solleva anche questioni sul ruolo appropriato che deve assumere il capo di gabinetto di un ministro, figura che tradizionalmente mantiene un profilo istituzionale e riservato, lontano da dibattiti pubblici e campagne elettorali. La scelta della Bartolozzi di partecipare attivamente a una trasmissione televisiva per promuovere la posizione del governo rappresenta dunque una deviazione dalle consuetudini consolidate in questo tipo di incarico.