Ursula von der Leyen ha lanciato un messaggio forte e chiaro durante la Conferenza degli ambasciatori dell'Unione europea a Bruxelles, commentando la scomparsa dell'Ayatollah Khamenei. La presidente della Commissione ha ribattuto a quanti potrebbero esprimere cordoglio per il defunto leader iraniano, sottolineando come la sua gestione del Paese sia stata caratterizzata da violenze, repressioni e sofferenze inflitte alla popolazione.
Secondo von der Leyen, il regime guidato da Khamenei ha provocato non soltanto devastazione interna, ma ha anche alimentato instabilità in tutta l'area mediorientale attraverso organizzazioni armate fornite di arsenali avanzati, inclusi missili e droni. La visione della presidente è quella di un bilancio negativo che non lascia spazio a nostalgie per il vecchio ordine.
La dichiarazione assume toni più costruttivi quando von der Leyen sottolinea come molti cittadini iraniani, sia all'interno del Paese che nella diaspora europea e mondiale, abbiano salutato positivamente la morte del leader khomeinista. Analoghe reazioni sarebbero emerse anche da altre parti della regione, generando un'atmosfera di speranza per il futuro.
Il messaggio centrale delle parole della presidente è che il momento attuale potrebbe rappresentare un'opportunità storica. Von der Leyen sostiene che la popolazione iraniana merita di godere di libertà effettive, dignità e il diritto fondamentale di autodeterminazione sul proprio futuro politico. Tuttavia, la leader dell'Ue non nasconde una nota di cautela, riconoscendo come il percorso verso una nuova Iran sarà costellato di rischi, incertezze e possibili destabilizzazioni sia durante che dopo il momento di transizione.