Nuovi sviluppi nel caso dei tre bambini della famiglia del bosco dell'Aquila. La garante per l'Infanzia abruzzese Alessandra De Febis ha effettuato una seconda visita consecutiva nella struttura protetta che ospita i minori, confermando punti cruciali sulla loro situazione. In primo luogo, ha smentito le voci secondo cui i tre fratelli verrebbero separati: rimarranno insieme, ha assicurato, almeno per il momento. Ha inoltre chiarito che non esiste attualmente alcun provvedimento che dichiari i bambini adottabili.

Nel pomeriggio di martedì, il padre Nathan ha potuto trascorrere del tempo con i figli all'interno della struttura. I tre bambini hanno giocato in cortile con le biciclette, insieme alla zia Rachel e con alcuni grandi peluche ricevuti in dono. La nonna Pauline era presente in contemporanea con altre riunioni dedicate al caso. L'atmosfera generale è stata descritta come relativamente tranquilla, anche se il clima rimane segnato dalla traumatica separazione dalla madre Catherine Birmingham, avvenuta venerdì scorso per disposizione del Tribunale dei Minorenni.

La situazione della madre resta delicata e controversa. Catherine, da quando è stata allontanata dai figli, si è ritirata nella sua abitazione nel bosco e può interagire con loro esclusivamente tramite videochiamata su tablet, uno strumento dal quale la famiglia aveva sempre cercato di tenersi distante per motivi ideologici. La pressione sugli assistenti sociali che seguono il caso è aumentata, specie dopo le critiche mosse dall'equipe legale della famiglia.

De Febis ha sottolineato che l'obiettivo primario delle istituzioni è preservare il benessere psicologico dei minori e impedire ulteriori traumatizzazioni dovute a nuovi trasferimenti. Per questo motivo, gli enti competenti stanno valutando la possibilità di far restare i bambini nella medesima casa famiglia dove attualmente risiedono. Tuttavia, rimane sullo sfondo il rischio di provvedimenti dei magistrati nei prossimi giorni, quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio invierà ispettori per valutare la struttura.

La garante ha inoltre ricordato che all'interno della casa famiglia sono ospitati altri minori fragili che necessitano di tutela, complicando ulteriormente la gestione di una vicenda che ha ormai assunto dimensioni nazionali. Per ora, l'unica certezza è che i tre fratelli non verranno divisi e rimarranno nella medesima struttura, in attesa delle decisioni del tribunale.