La difesa della chirurga napoletana Gabriella Farina, rappresentata dagli avvocati Dario Gagliano e Anna Ziccardi, alza il livello dello scontro giudiziario nel caso della morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto il 21 febbraio scorso. In una memoria inviata alla Procura di Napoli, i legali della responsabile dell'équipe medica in missione in Alto Adige mettono in discussione l'attendibilità delle testimonianze raccolte presso l'ospedale San Maurizio di Bolzano.

Secondo quanto riferito dalla difesa, medici e infermieri dell'struttura altoatesina avrebbero fornito versioni dei fatti caratterizzate da significative contraddizioni reciproche. Un elemento che, secondo i penalisti, non può essere ignorato nel valutare la credibilità complessiva delle loro deposizioni. Ma c'è di più: gli avvocati sottolineano un aspetto cruciale dal punto di vista procedurale, ossia il momento in cui queste testimonianze sono state acquisite.

Le dichiarazioni sarebbero state raccolte quando il caso aveva già assunto dimensioni mediatiche considerevoli, con l'attenzione dei media nazionali focalizzata sia sulla struttura bolzanina che sull'ospedale Monaldi di Napoli. In questo contesto, la difesa sostiene che il testimonianze potrebbero essere state inevitabilmente influenzate dall'eco mediatica, dal clamore pubblico e dalla polarizzazione del dibattito già in atto.

La strategia processuale della difesa Farina mira a contestare quella che viene descritta come una "narrazione monodirezionale" degli accadimenti che caratterizzarono i trasferimenti e i trattamenti del giovane paziente tra le due strutture ospedaliere. I legali chiedono esplicitamente alla magistratura partenopea di avviare verifiche specifiche all'interno dell'ospedale di Bolzano, al fine di raccogliere elementi di valutazione supplementari che possano bilanciare il quadro probatorio complessivo.

Il caso continua a rappresentare un delicato intreccio tra questioni mediche, procedurali e mediatiche, con implicazioni significative per la responsabilità professionale dei medici coinvolti.