La sostenibilità del sistema sanitario nazionale italiano è tornata al centro del dibattito pubblico durante il Forum organizzato dal Cnpr sulla sanità pubblica. L'incontro ha riunito professionisti ed esperti intorno ai problemi strutturali che caratterizzano da anni il Servizio sanitario nazionale, offrendo uno spaccato critico della situazione attuale e dei rischi futuri.

Secondo Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell'Ordine bergamasco dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, uno dei nodi più pressanti riguarda il crescente trasferimento dei costi sanitari dalle spalle dello Stato a quelle dei cittadini. «Quando oltre un quarto della spesa sanitaria viene finanziata direttamente dalle famiglie, il rischio concreto è che la medicina diventi un lusso legato al portafoglio» ha spiegato l'esperta. Il dato più allarmante emerso durante il confronto è che oltre quattro milioni di italiani stanno già rinunciando a cure e trattamenti per motivi economici. Lecchi ha sottolineato l'importanza di trovare un equilibrio tra la necessità di garantire l'accesso universale alle cure e la responsabilità di preservare la solidità dei conti pubblici.

Sul fronte organizzativo, gli esperti hanno evidenziato paradossi significativi nel personale sanitario disponibile. L'Italia vanta infatti un numero di medici superiore alla media dei Paesi dell'Ocse, tuttavia soffre di una carenza importante di infermieri e di una copertura insufficiente dei servizi di sanità territoriale. «La questione non è semplicemente quantitativa» ha precisato Lecchi «ma riguarda come il personale è distribuito geograficamente e come il sistema riesce a programmare e organizzare le proprie risorse umane».

Una delle criticità maggiormente avvertite dai cittadini rimane la lunghezza delle liste d'attesa per accedere alle prestazioni, tema che è stato identificato come prioritario da affrontare. Sul versante finanziario, gli esperti hanno dibattuto se sia necessario innanzitutto aumentare i finanziamenti destinati alla sanità: l'Italia infatti spende meno rispetto alla media dei Paesi sviluppati. Paolo Longoni, consigliere dell'Istituto nazionale esperti contabili, che ha concluso il dibattito moderato da Anna Maria Belforte, ha sottolineato come sia imprescindibile intervenire su due fronti contemporaneamente: aumentare i fondi disponibili e migliorare significativamente l'efficienza nell'utilizzo delle risorse già stanziate. «Il vero ostacolo è comprendere come realizzare concretamente questi cambiamenti» ha concluso Longoni «perché è necessaria una vera volontà politica di riforma».