La situazione in casa Ferretti si complica. Il colosso cinese Weichai Group, azionista di riferimento attraverso Ferretti International Holding, ha deciso di alzare la guardia dopo una serie di critiche comparse sui media nei confronti dell'offerta pubblica parziale lanciata da KKCG Maritime, la struttura navale controllata dall'imprenditore ceco Karel Komarek. In un comunicato ufficiale, la società forlivese ha smentito categoricamente le voci secondo cui i cinesi avrebbero ostacolato i piani di espansione del gruppo, definendo tali affermazioni come "completamente infondate". Weichai sottolinea di esercitare i propri diritti di socio attraverso i canali istituzionali della governance, senza impartire ordini diretti all'amministrazione, facendo notare che Ferretti rimane un'azienda quotata e sottoposta alle regole di mercato.
Ma c'è di più. Gli azionisti cinesi hanno inoltre contestato alcuni commenti di analisti finanziari e organi di stampa riguardanti le probabilità di successo dell'Opa e i probabili orientamenti di voto in assemblea, mettendo in dubbio la serietà delle fonti utilizzate e ricordando che tali valutazioni vengono diffuse durante una procedura di offerta sottoposta a regolamentazione rigida. Nel frattempo, la battaglia sui numeri prosegue senza tregua: Komarek si prepara a lanciare l'offerta il 16 marzo per salire dal 14,5% al 29,9% della società, mentre Weichai continua a consolidare la sua posizione. Al 6 marzo, la partecipazione di Ferretti International Holding ha raggiunto il 39,25 per cento. Nel mercato azionario il titolo viene scambiato a circa 3,67 euro, sopra i 3,5 euro proposti dall'offerta.
Lo snodo determinante arriverà probabilmente il 14 maggio, quando gli azionisti dovranno votare per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Questo appuntamento potrebbe rivelarsi decisivo per comprendere quali forze prevarranno all'interno del gruppo e quale strategia di sviluppo avrà la meglio nei prossimi anni. Intanto, nel segmento della nautica di lusso c'è chi celebra con serenità: Sanlorenzo, il competitor italiano di Ferretti, ha archiviato il 2025 con conti solidi, registrando un utile netto di 107,4 milioni di euro (in crescita del 4,2%) e ordini per 943,1 milioni (più 16% rispetto all'anno precedente). Il consiglio di amministrazione proporrà ai soci un dividendo di 1,05 euro per azione. Con un'esposizione al Medio Oriente limitata al 7% dei ricavi, Sanlorenzo presenterà il suo nuovo piano industriale l'8 maggio durante la Biennale di Venezia.