La vicenda ereditaria della famiglia Del Vecchio entra in una nuova fase critica. Luca e Paola, fratelli minori di Leonardo Maria Del Vecchio, hanno inoltrato una richiesta ufficiale: chiedono il pagamento di 6 miliardi e 495 milioni di euro ciascuno per le loro rispettive partecipazioni nella holding Delfin. Le comunicazioni, trasmesse attraverso i loro legali, costituiscono una risposta formale alla disponibilità manifestata pubblicamente da Leonardo Maria di acquisire le loro quote al valore di mercato.
Lo scontro affonda le radici nella gestione della successione di Leonardo Del Vecchio, il fondatore di Luxottica scomparso lo scorso anno. Quando l'assemblea familiare ha respinto la richiesta di Luca e Paola di trasferire le loro azioni verso un'altra società, i due hanno deciso di ricorrere alla giustizia del Lussemburgo, dove Delfin è registrata. La legge del Granducato prevede infatti che nessun socio possa rimanere legato a una società contro la sua volontà. Questa mossa ha costretto Leonardo Maria a esprimere la propria intenzione di riscattare le quote sulla base della valutazione patrimoniale aggiornata a fine novembre scorso.
La cifra complessiva di 13 miliardi rappresenta una sfida finanziaria senza precedenti. Per finanziare l'operazione sarebbe necessario ricorrere alle riserve accumulate da Delfin, ma almeno due o tre membri della famiglia si oppongono a questa soluzione. La normativa interna richiede l'unanimità per toccare i 7 miliardi di liquidità disponibili. In alternativa, si dovrebbe approvare a maggioranza qualificata una distribuzione di almeno un miliardo annuo sotto forma di dividendi, ma anche questo percorso presenta ostacoli significativi.
La situazione si complica dal fatto che diversi soci sono venuti a conoscenza dell'operazione solo tramite la stampa. La mancanza di una vera negoziazione preliminare e il metodo utilizzato per comunicare i dettagli hanno generato malcontento tra gli altri eredi, rendendo qualsiasi accordo sempre più difficile da raggiungere. Le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la soluzione giudiziale o se la famiglia riuscirà a trovare un compromesso interno che eviti ulteriori fratture.