Una forte scossa di terremoto ha interessato le acque al largo della costa campana nella notte tra il 9 e il 10 marzo, alle 00:03 in punto. L'evento, registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con una magnitudo di 5.9 della scala Richter, si è verificato a una profondità estremamente inusuale per gli standard sismici italiani: ben 414 chilometri sotto il fondale marino. Questa caratteristica lo rende un evento di tipo particolare, dato che la maggior parte dei terremoti nel nostro paese si origina in zone molto più superficiali della crosta terrestre.

L'impatto sulla viabilità ferroviaria è stato immediato e significativo. La rete ferroviaria che attraversa l'area settentrionale della provincia di Napoli ha accusato il colpo, provocando disagi diffusi su uno dei corridoi di trasporto più importanti del meridione italiano. I treni in transito sulle direttrici che collegano Salerno a Napoli Centrale e proseguono verso il nord della penisola hanno accumulato ritardi considerevoli, oscillanti tra i 25 e i 100 minuti a seconda della tratta interessata.

La situazione ha avuto ripercussioni anche sulla stazione Termini di Roma, il principale hub ferroviario della capitale, dove sono state registrate ritardi, modifiche ai percorsi e persino cancellazioni di corse. Questo effetto a distanza testimonia l'entità della perturbazione sulla rete nazionale. Le autorità ferroviarie hanno messo in atto procedure di controllo e ralentamento della velocità dei convogli per garantire la sicurezza dei passeggeri durante gli assestamenti post-sismici.