Elly Schlein torna all'attacco contro Giorgia Meloni, accusandola di oscillare continuamente per non turbare l'amministrazione americana. In un'intervista al quotidiano Repubblica, la segretaria democratica sostiene che se il governo ha trovato il tempo per partecipare al referendum sulla guerra, potrebbe dedicare gli stessi minuti a risolvere i problemi concreti dei cittadini, a partire dalle accise sui carburanti, una delle proposte avanzate dalla sinistra.

Al centro della polemica rimane la questione del carovita che ha eroso significativamente le risorse delle famiglie italiane. Secondo i dati citati da Schlein, negli ultimi quattro anni il costo della spesa alimentare è aumentato del 25 per cento mentre gli stipendi sono calati del 10 per cento nello stesso arco temporale. Un divario preoccupante che il governo, a giudizio dell'esponente dem, non ha affrontato con la dovuta urgenza. La segretaria del Pd chiede inoltre chiarimenti sulla posizione italiana rispetto al conflitto internazionale e al ruolo degli Stati Uniti: una politica estera priva di una visione coerente non è accettabile per un Paese che fa parte del G7.

Schlein evidenzia come la dichiarazione di Meloni «non condanna né condivide» le azioni americane rappresenti un vuoto di indirizzo politico. La premier, secondo la leader dem, avrebbe il dovere di difendere il diritto internazionale invece di limitarsi a commentare gli accadimenti. Nel contempo, riconosce il ruolo storico del Partito Democratico nel sostenere i movimenti democratici iraniani, come la mobilitazione Donne Vita Libertà nel 2022, evidenziando l'assenza della destra italiana in quella battaglia civile.

Sullo scenario economico globale, Schlein constata che i primi nove giorni della crisi hanno provocato perdite superiori a mille miliardi nei mercati borsistici, mentre gas e petrolio hanno raggiunto quotazioni record. Di fronte a questa emergenza, ripropone la soluzione delle accise variabili, uno strumento che l'esecutivo aveva rimodulato nel 2023 senza però implementarlo. La sua tesi è semplice: quando i prezzi dei carburanti salgono alle stelle, aumenta anche l'incasso Iva per lo Stato, denaro che deve tornare immediatamente ai contribuenti e alle aziende per alleggerire il carico. Schlein lamenta che sebbene Meloni abbia manifestato apertura alla proposta, a distanza di giorni non sono seguiti risultati concreti.