La tragedia del Constellation di Crans-Montana continua a rivelare dettagli inquietanti attraverso i verbali delle indagini. Predrag Jankovic, uno dei due buttafuori che lavoravano alla discoteca nella notte di Capodanno quando il rogo ha causato 41 morti e 115 feriti, ha reso testimonianza descrivendo una situazione di totale improvvisazione e negligenza nella gestione della sicurezza.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Jankovic - un uomo con formazione da falegname e nessuna qualifica ufficiale da addetto alla sicurezza - ha dichiarato di essere stato completamente ignorato dalle autorità quando cercò assistenza. In un episodio che racchiude l'assurdità della situazione, il buttafuori ha affermato di aver notato una giovane donna nuda, priva di coscienza e con gli indumenti strappati fuori dal locale. Quando si è rivolto a un poliziotto in servizio per chiedere aiuto, avrebbe ricevuto come risposta: "Non sono qui per questo". Una frase che documenta, almeno secondo la sua ricostruzione, l'insufficienza della risposta delle forze dell'ordine presenti sul luogo.
Ma le criticità non si fermano qui. Dalla deposizione emerge un quadro ancora più grave riguardante la preparazione del personale di sicurezza. Jankovic ha affermato di non possedere alcuna formazione professionale per ricoprire il ruolo di buttafuori e di ignorare persino se il locale disponesse di estintori. L'unica dotazione che gli era stata consegnata era una semplice torcia. Identica situazione per il suo collega, che ha perso la vita nell'incendio: anche lui privo di training e di equipaggiamento appropriato. Una situazione che suggerisce come il locale operasse in condizioni di massima precarietà dal punto di vista della sicurezza.
La testimonianza di Jankovic rivela inoltre pressioni ricevute direttamente dalla gestione del locale. Ha riferito di una discussione riguardante le porte e l'accesso, in cui Jean-Marc Gabrielli - descritto come "figlioccio" dai coniugi Moretti, proprietari - insieme alla cameriera Cyane Panine (morta nel rogo) e a Jessica Moretti, stavano discutendo di mantenere un unico ingresso per controllare chi potesse accedere. Successivamente, ha dichiarato, ha ricevuto l'ordine diretto di cessare il controllo documentale poiché "dovevano entrare tutti". Un ordine che trasforma il ruolo di sicurezza in una mera figura decorativa.
Il racconto del buttafuori si inserisce in un quadro investigativo in espansione: di recente il numero degli indagati è salito a cinque, includendo anche il sindaco Nicolas Feraud. Le cause ufficiali del disastro rimangono attribuite all'accostamento di un bengala al soffitto infiammabile da parte di Cyane Panine, ma le responsabilità organizzative e gestionali appaiono diffuse su più livelli, dalla mancanza di formazione alla inadeguatezza delle procedure di evacuazione e controllo accessi.