Durante la trasmissione Otto e mezzo su La7, Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, ha fornito una lettura senza filtri della situazione internazionale, affrontando la grave crisi energetica europea, il ruolo di Vladimir Putin e gli effetti della guerra sui conti italiani. La padrona di casa Lilli Gruber ha aperto il confronto sottolineando l'emergenza dei prezzi: mentre il petrolio scende sotto i cento dollari negli Stati Uniti, in Italia gas ed energia rincarano vertiginosamente. Putin ha dichiarato la propria disponibilità a riprendere le forniture energetiche al continente, a patto di ricevere segnali di apertura.
Caracciolo non ha creduto alla semplicità di questa proposta. Secondo l'analista, il messaggio che Putin ha effettivamente ricevuto viene dagli americani: settimane fa hanno tentato un attacco al leader russo nel luogo dove si trovava. Questo evento ha riconfigurato completamente i rapporti tra Mosca e Washington, costringendo il Cremlino a una strategia più pragmatica nei confronti dell'Europa. La volatilità del mercato, tuttavia, rimane il vero banco di prova: il petrolio oscilla intorno ai cento dollari al barile, e il rilascio di quattrocento milioni di barili da parte del G7 rappresenta solo un sollievo temporaneo, della durata di pochi giorni o settimane al massimo.
Per Caracciolo, l'eventuale apertura di un negoziato dipenderà meno dall'andamento strettamente militare della guerra che dagli impatti economici globali del conflitto. Lo scenario geopolitico rimane enormemente instabile e pieno di ambiguità, soprattutto dal punto di vista europeo.
Quando la Gruber ha chiesto se la situazione di conflitto favorisca o penalizzi il governo Meloni in vista del referendum sulla giustizia, Caracciolo è stato diretto: il danno colpisce principalmente la premier, ma ancora più grave è il colpo inferto all'Italia nel suo complesso. Le affermazioni della presidente del Consiglio rispecchiano, a suo giudizio, il peso ridotto del nostro Paese sulla scena mondiale. Da Washington, l'Italia serve unicamente come territorio di transito per operazioni militari, mentre dal profilo politico risulta completamente marginalizzata. Quanto al referendum, Caracciolo ha sottolineato come si sia trasformato in uno scontro puramente politico sulla tenuta dell'esecutivo, una dinamica che espone Meloni a rischi significativi.