La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati ha deciso di intervenire nel dibattito pubblico in corso, esprimendo preoccupazione per il clima che si è venuto a creare attorno al referendum in discussione. Attraverso una comunicazione ufficiale, l'organismo ha sottolineato come il linguaggio utilizzato nelle ultime settimane abbia superato i confini della dialettica democratica, assumendo toni che la magistratura giudica inaccettabili e lesivi del sereno confronto istituzionale.
Secondo quanto comunicato dall'Anm, il ricorso a espressioni aggressive e polarizzate compromette la qualità del dibattito pubblico e rischia di alimentare divisioni nella società civile. L'associazione ha ribadito l'importanza di mantenere un livello di rispetto reciproco, specialmente quando si affrontano tematiche di rilevanza costituzionale come quella del referendum.
L'intervento della magistratura arriva in un momento di particolare tensione politica e rappresenta un appello diretto a tutte le forze in campo, sia a favore che contrarie alla consultazione referendaria. L'Anm ha scelto di fare riferimento esplicito alle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva già invitato il Paese a condurre il dibattito con toni pacati e costruttivi, sottintendendo che le istituzioni dovrebbero dare l'esempio.
L'organismo ritiene che il rispetto dei principi democratici debba tradursi anche in una moderazione del linguaggio, particularly quando coinvolge figure pubbliche e media. La posizione dell'Anm mira così a richiamare tutti gli attori politici e mediatici al senso di responsabilità istituzionale, affinché il referendum possa svolgersi in un clima di serenità democratica.