Lunedì sera Torino ha ospitato un importante momento di dibattito sul referendum costituzionale, con il coinvolgimento di esponenti di rilievo del fronte oppositore. Gustavo Zagrebelsky, che ha ricoperto la carica di presidente della Corte Costituzionale, ha partecipato all'evento organizzato dal comitato "Giusto Dire No Piemonte e Vda" insieme a Marco Travaglio, direttore della testata Il Fatto Quotidiano, e ad altri protagonisti della discussione legale e civile italiana.
Nel corso dell'incontro, Zagrebelsky ha sollevato una critica rilevante nei confronti dei sostenitori della riforma. Ha osservato come vicende di cronaca nera quali i casi di Garlasco e della famiglia nella Bosco vengano continuamente evocati dal fronte del Sì, suggerendo che questa strategia comunicativa rivela una carenza di argomentazioni solide sulla riforma stessa. "Viene il dubbio che ricorrano a questi episodi perché non dispongono di ragioni sufficienti per il loro progetto", ha dichiarato l'ex magistrato costituzionale.
Alla tavola rotonda hanno preso parte anche Flavia Panzano, coordinatrice del comitato No in Piemonte e Valle d'Aosta, e i magistrati Lucrezia Gandolfo e Massimo Cavaliero. Quest'ultimo ha affrontato il tema da una prospettiva istituzionale, sottolineando come l'indipendenza della magistratura rappresenti un principio fondamentale che trascende gli interessi corporativi della categoria. Secondo Cavaliero, un giudice libero da pressioni esterne e vincolato unicamente alla legge e alla Costituzione costituisce il presupposto essenziale per garantire le libertà di tutti i cittadini.
L'evento torinese si inserisce in un contesto nazionale di crescente polarizzazione intorno alla questione referendaria, con argomentazioni che da entrambi i fronti tentano di mobilitare l'opinione pubblica su questioni di natura costituzionale e istituzionale di grande importanza.