Si inasprisce lo scontro tra Anthropic e il Pentagono. La startup californiana ha deciso di ricorrere alle vie legali, presentando due cause in diversi stati, per contestare la designazione ricevuta dal Dipartimento della Difesa che l'ha bollata come minaccia per la catena di approvvigionamento nazionale. La mossa rappresenta l'ultimo capitolo di una disputa che ha radici profonde nelle differenti visioni su come l'intelligenza artificiale dovrebbe essere impiegata dalle strutture militari.
La controversia affonda le sue origini nelle negoziazioni per un contratto da 200 milioni di dollari destinato a fornire tecnologie IA ai sistemi classificati del Pentagono. Claude, il modello sviluppato da Anthropic, era considerato il candidato più idoneo per questa partnership, anche secondo le voci che suggerivano un suo già attuale utilizzo nelle operazioni belliche in Iran. Tuttavia, durante i colloqui con il segretario della Difesa Pete Hegseth, è emerso subito un conflitto di valori: il Pentagono chiedeva libertà totale nell'uso della tecnologia, mentre Anthropic intendeva porre dei vincoli specifici.
La startup fondata dall'italoamericano Amodei ha infatti stabilito due paletti non negoziabili: il divieto assoluto di applicare la propria tecnologia per programmi di sorveglianza massiccia sulla popolazione americana e l'esclusione dello sviluppo di armi completamente autonome, cioè capaci di operare senza controllo umano. Queste condizioni, motivate da considerazioni etiche e democratiche, hanno creato un'impasse con un Pentagono non disponibile a compromessi.
After weeks of stalled negotiations, the Pentagon responded with a strategic move: classifying Anthropic as a supply chain risk, effectively barring it from federal contracts, and simultaneously signing an agreement with rival OpenAI. Anthropic's legal challenge now frames this decision as unconstitutional retaliation for exercising free speech rights. In a statement, the company declared: 'These actions are unprecedented and illegal. The Constitution does not permit the government to wield its enormous power to punish a company for exercising free speech.' L'azienda ha però lasciato aperta la porta al dialogo, specificando che le azioni legali non escludono la possibilità di negoziazioni ulteriori o di un eventuale accordo transattivo con le autorità governative.
Questo contenzioso accende i riflettori su una tensione crescente nel settore dell'intelligenza artificiale: da un lato, le priorità di sicurezza nazionale e di sviluppo militare; dall'altro, le responsabilità etiche che le aziende tecnologiche intendono mantenere. La disputa sottolinea anche la rivalità commerciale tra Amodei e Sam Altman, rispettivamente leader di Anthropic e OpenAI, due figure chiave nell'industria dell'IA che ora si trovano su fronti opposti nella corsa ai contratti federali più importanti.