Mentre la tensione nel Medio Oriente raggiunge livelli critici, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa lancia un appello alla prudenza dalle sedi di Bruxelles. Intervenendo presso la conferenza degli ambasciatori dell'Unione Europea, Costa ha sottolineato come uno scenario di guerra aperto nei confronti dell'Iran comporterebbe conseguenze potenzialmente devastanti, non solo per la regione mediorientale ma per l'intero equilibrio geopolitico globale.
Secondo il capo delle istituzioni europee, però, un'osservazione emerge chiaramente dall'analisi della situazione: «a vincere sarebbero soltanto i russi». Il ragionamento di Costa si fonda su una logica economica stringente. Un'escalation militare nel Golfo Persico provocherebbe inevitabilmente un rialzo dei prezzi del petrolio e del gas naturale sui mercati internazionali. Questi aumenti trasferirebbero direttamente nelle casse di Mosca ulteriori risorse finanziarie, rafforzando la capacità di Vladimir Putin di sostenere lo sforzo bellico in corso in Ucraina. Una guerra combatterebbe quindi un'altra guerra, con effetti moltiplicatori sul fianco europeo.
Il blocco dello Stretto di Hormuz emerge come uno dei principali fattori di destabilizzazione economica. Questo passaggio marittimo strategico, attraverso il quale transita una quota significativa del commercio energetico mondiale, rappresenterebbe un punto di vulnerabilità critico in caso di ulteriori deterioramenti della situazione regionale. Le conseguenze sarebbero avvertite immediatamente dalle economie occidentali e dall'Europa in particolare.
Costa ha dunque lanciato un monito esplicito: l'Unione Europea deve adoperarsi per bloccare qualsiasi ulteriore step del conflitto. L'appello è diretto sia ai partner internazionali che agli attori regionali interessati, perché comprendano come il sentiero della guerra non porti alcun beneficio a nessuno, salvo appunto a Mosca. L'unica strada percorribile, nel messaggio del presidente europeo, è quella del dialogo e del contenimento della crisi prima che essa travalichi ulteriormente i confini geografici e temporali che già la caratterizzano.