Una sequenza di incendi ha interessato la zona di Teheran negli ultimi giorni, trasformando il cielo della capitale iraniana in uno scenario apocalittico. Le fiamme hanno colpito almeno tre depositi petroliferi, tra cui quello di Shahran situato nella periferia nord-occidentale della metropoli. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, i roghi non si limitano alla sola provincia di Teheran ma si estendono anche a quella confinante di Alborz, indicando un'estensione geografica preoccupante del fenomeno.
Le immagini giunte dalle zone interessate mostrano colonne di fumo nero e denso che si innalzano minacciose sull'orizzonte, insieme a lingue di fiamma impressionanti che divorano gli impianti colpiti. La visibilità nella città si è drasticamente ridotta, creando condizioni ambientali critiche per i circa dieci milioni di abitanti della metropoli. La situazione è stata confermata anche dalla stampa internazionale: il corrispondente della CNN Fred Pleitgen ha documentato come i residenti si siano svegliati immersi in un'oscurità anomala, causata dall'ingente quantità di sostanze inquinanti rilasciate dai roghi.
L'impatto ambientale della crisi risulta particolarmente grave. Le precipitazioni che hanno interessato la zona si sono trasformate in pioggia nera, il cui inquinamento è attribuibile alla saturazione atmosferica di particelle oleose provenienti dai depositi in fiamme. Questo fenomeno rappresenta una minaccia concreta per la salute pubblica della popolazione, poiché il contatto con questa acqua fortemente contaminata da idrocarburi espone i cittadini a rischi chimici significativi. Le autorità stanno ancora quantificando i danni complessivi e le cause scatenanti di questa catena di disastri che ha colpito l'infrastruttura energetica iraniana.