Marina Berlusconi ha lanciato un appello per moderare il linguaggio nello scontro politico sul referendum costituzionale, affidando il suo messaggio alle pagine di la Repubblica. Nel testo, la figlia del fondatore di Forza Italia utilizza un registro da figura istituzionale, quasi assumendo il ruolo di mediatrice all'interno del dibattito pubblico nazionale. L'intervento ha suscitato reazioni contrastanti: parte del centrosinistra ha apprezzato le parole, vedendovi una presa di distanza dal clima di polarizzazione.
Tuttavia, il giornalista Beppe Giulietti, direttore di Articolo21, solleva questioni critiche sulla coerenza del messaggio. La famiglia Berlusconi, secondo l'analisi, ha storicamente utilizzato aggressioni contro i magistrati: dai comizi di Vittorio Sgarbi trasmessi sulle reti di proprietà, alle campagne contro i giudici che indagavano corruzione e conflitti di interesse, fino a episodi di diffamazione personale verso singoli magistrati. Proprio il padre di Marina ha condiviso programmi di riforma costituzionale, presidenzialismo e modifiche al sistema giudiziario, che la destra sta promuovendo attraverso il referendum.
Giulietti osserva che nelle piazze del fronte No il linguaggio si mantiene su registri civili e costituzionali, mentre la propaganda per il Sì avrebbe adottato toni ben più aggressivi. In particolare, critica le trasmissioni televisive delle reti Rai e Mediaset che avrebbero offerto ampi spazi al messaggio governativo senza contraddittorio, citando il ministro Mantovano nel ruolo di attivista per il Sì e il ministro Nordio nel lanciare accuse verso gli oppositori.
Il vero colpo di scena arriva dalla risposta di Giusy Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ella risponde all'appello di moderazione con affermazioni che Giulietti ritiene diametralmente opposte al tono invocato: paragonando i giudici a un 'plotone d'esecuzione' e affermando che il voto per il Sì rappresenterebbe la soluzione. L'intervento di Bartolozzi smentisce di fatto l'invocazione a toni bassi e rispettosi
Giulietti quindi interroga Marina Berlusconi sulla coerenza del suo messaggio: estenderà l'appello alla civiltà anche alle reti Mediaset, di cui la famiglia detiene influenza? Chiederà un'informazione equilibrata e consapevole delle diverse posizioni, spogliata da violenza retorica? La conclusione dell'articolo rimane critica verso l'operazione complessiva, invitando i lettori a votare No al referendum.