Un disavanzo da 360 milioni di euro rappresenta il principale grattacapo della sanità pugliese. Questa mattina gli assessori regionali hanno tenuto un incontro cruciale presso il ministero dell'Economia a Roma, per affrontare la questione con i tecnici governativi. Nel mirino della discussione: una spesa sanitaria in costante aumento che rischia di scappare di mano senza interventi tempestivi. L'assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha descritto il confronto come "una riunione complessa" e ha avvertito che si tratterà "della prima di una lunga serie" di incontri necessari per sciogliere i nodi più spinosi.

I dati analizzati rivelano pressioni crescenti su due voci di bilancio particolarmente critiche: il costo del personale e quello dei farmaci, entrambi in aumento del 4%. La situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente con l'entrata in vigore del nuovo contratto dei medici, che comporterà spese ulteriori per le casse regionali. A complicare il quadro anche una situazione amministrativa irrisolta: dei 250 milioni stanziati dal governo centrale, una parte significativa non è ancora stata trasferita alla regione.

Per rispondere a questa emergenza, il presidente Antonio Decaro sta coordinando una task force che comprende Pentassuglia e l'assessore al bilancio Sebastiano Leo. L'obiettivo è mettere in campo un piano di rientro entro la fine di maggio. Tra le ipotesi al vaglio spicca il ricorso a un incremento delle aliquote dell'Irpef, una soluzione già adottata da altre amministrazioni regionali durante il 2025. Si valuta inoltre la possibilità di aumentare il ticket farmaceutico, misure che avrebbero ricadute dirette su famiglie e imprese della regione.

Le proposte di rialzo fiscale hanno immediatamente scatenato le critiche dell'opposizione e del mondo imprenditoriale. Potito Salatto, presidente di Confindustria Puglia, ha definito "paradossale" l'idea di gravare ulteriormente i cittadini e le aziende mentre i servizi sanitari rimangono insufficienti. "Non si può chiedere sacrifici senza aver prima garantito prestazioni adeguate", ha sottolineato il dirigente industriale. Nonostante le contestazioni, il presidente Decaro potrebbe non avere alternative se il bilancio autonomo della regione non riuscisse a generare risorse aggiuntive.

La vicenda pugliese si inscrive in un contesto più ampio di difficoltà finanziarie del sistema sanitario italiano, dove molte regioni si trovano ad affrontare squilibri tra entrate e spese. La sfida per Bari sarà trovare un equilibrio tra la necessità di risanare i conti e il mantenimento dei servizi essenziali per la popolazione, evitando di scaricare completamente il burden sui cittadini.